Mini carrozzoni, grandi compensi 150 posti ci costano due milioni

Mini carrozzoni, grandi compensi
150 posti ci costano due milioni

La torta delle partecipate degli enti locali, in provincia di Varese: più di 150 incarichi per quasi due milioni di euro di stipendi distribuiti nei “carrozzoncini”.

Gira e rigira, i nomi sono sempre i soliti. È la porta girevole della politica, le società partecipate degli enti locali: la moltiplicazione iniziata alla fine degli anni ’90 è diventata vera e propria proliferazione di nuove società quando il patto di stabilità ha iniziato a mettere sempre più freni alle spese.

Ora la nuova fase del riflusso: tagli a più non posso e Cda multi-poltrona che lasciano il posto agli amministratori unici.

La pacchia è finita? Non proprio, perché in provincia di Varese ci sono ancora più di 150 incarichi retribuiti nelle società partecipate, per un ammontare di oltre un milione e mezzo di euro all’anno di stipendi distribuiti.

Quasi sempre a uomini “di area”, per poltrone che dovrebbero essere riservate a tecnici e manager. Le grandi città ovviamente sono al top. A Varese è un affare tra Lega e Pdl. Aspem Reti, per 20mila euro lordi all’anno, la amministra , uomo dell’area laica di Agorà del Pdl, stessa componente in cui milita , presidente di Avt (16.200 euro annui di stipendio). La Lega Nord si consola con il presidente di Aspem Spa (44mila euro, ma il vice era il presidente di un club Forza Italia) e con il presidente della cooperativa Prealpina Latte(40mila euro, ma non è designato dal Comune che ha solo il 3% delle quote).

A Busto la Lega si è pigliata tutte le presidenze Agesp, con (44mila euro), (18mila) e(che ha rinunciato ai 19mila euro di indennità per devolverli ai Servizi Sociali ), mentre il Pdl infarcisce i Cda. Presto però si arriverà all’unificazione e all’amministratore unico.

Spartizione bipartisan nelle società sovracomunali: in Prealpi Servizi c’è un amministratore delegato vicino a () e un presidente leghista (William Malnati), entrambi a 27mila euro all’anno.

Accoppiata Pdl-Lega anche all’istituto insubrico di ricerca sulla vita di Gerenzano, con (vicino a Cl, piazzato dal sindaco Farioli di cui era stato assessore per un giorno) e il leghista , rispettivamente per duemila e mille euro al mese di compenso.

All’Accam, che gestisce l’inceneritore di Busto, il presidente in quota Pdl (30mila euro annui) è riuscito a strappare la riconferma nonostante la maggioranza dei comuni soci sia passata al centrosinistra, ora affiancato da un amministratore delegato che è un tecnico del settore, (stesso stipendio).

Non sono da meno i Comuni di media grandezza, dove le società partecipate sono l’eredità delle vecchie farmacie o servono per controllare il patrimonio. La politica ci mette sempre il becco. A Somma la Spes è guidata da del Pdl; a Cassano la Sieco è affidata ad , già responsabile di circoscrizione di Forza Italia e Pdl; a Cardano al Campo al vertice dell’Assp , già segretario del Pd locale; a Samarate in sella all’Asc c’è , ex consigliere , leghista come il sindaco .

Il controllo dei partiti sulle nomine è tale che in Aler il commissariamento affidato al presidente uscente , già uomo di fiducia dell’ex assessore regionale Massimo Buscemi, è stato contestato vibratamente dai vertici del Pdl varesino che «non si sentivano rappresentati politicamente».

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