Albo artigiani: si può tirare il fiato

Noi e la Svizzera - Il Consiglio di Stato e il Canton Ticino dicono sì alla richiesta italiana di posticipare la Lia

Buone notizie in arrivo per gli artigiani della provincia di Varese e per le aziende straniere che lavorano in Canton Ticino. Il Consiglio di Stato della Svizzera e il Canton Ticino hanno accolto la richiesta italiana di posticipare al prossimo primo ottobre il termine d’iscrizione all’albo delle imprese artigiane, previsto dalla nuova legge Lia, originariamente fissato al primo agosto. Soddisfatte ovviamente le associazioni di categoria degli artigiani della provincia di Varese. «Questa era una delle nostre richieste avanzate al tavolo di lavoro in Canton Ticino – sottolineano da Confartigianato Imprese Varese – La data del 1° agosto complicava parecchio la situazione per le aziende, tartassate da un’enorme mole di documenti da presentare per fare fronte agli adempimenti previsti dalla nuova legge». Il rinvio di due mesi rappresenta se non altro una boccata d’ossigeno per i nostri artigiani, anche se la Lia continua a essere una normativa penalizzante soprattutto per le imprese più piccole. Confartigianato è stata tra le prime associazioni di categoria a muoversi per fornire un aiuto concreto alle

aziende. Le imprese artigiane – proseguono da Confartigianato – si stanno ancora ambientando rispetto alla legge e stanno cercando di capire se convenga iscriversi all’albo». Le richieste di consulenza all’associazione di categoria varesina arrivano un po’ da tutta Italia; la Lia rappresenta un ostacolo per tutte le imprese italiane. «L’impegno profuso al tavolo in questi mesi sta dando qualche frutto – concludono da Confartigianato – speriamo di riuscire a fare ulteriori passi in avanti». Soddisfatto a metà il presidente di Cna Varese, Franco Orsi. «Siamo contenti a metà perché ben venga il rinvio ma purtroppo la Lia resta una legge fortemente penalizzante per le nostre imprese soprattutto le più piccole, tanto da essere stata ribattezzata legge antipadroncino» dichiara Orsi, che auspica si tratta di un primo passo per rivedere la normativa. «Abbiamo guadagnato un paio di mesi per continuare a lottare, per ottenere qualche ripensamento o modifica tecnica di una legge i cui costi finiranno per pesare anche sull’utente finale» conclude il presidente di Cna Varese. Soddisfatta anche Regione Lombardia.