Beko, i sindacati chiedono un tavolo ministeriale: preoccupano mercato e cassa integrazione

Fiom, Fim e Uilm: investimenti confermati su Cassinetta, ma servono risposte per il settore e una strategia industriale di lungo periodo

Un tavolo ministeriale dedicato all’intero comparto degli elettrodomestici. È la richiesta avanzata dalle organizzazioni sindacali al Ministero delle Imprese e del Made in Italy durante l’incontro di verifica sul piano industriale di Beko Europe, a un anno dall’accordo sindacale che aveva definito prospettive e impegni del gruppo.

Una richiesta che nasce da un doppio scenario: da una parte la conferma degli investimenti e del ruolo di Cassinetta come hub europeo del “caldo”, dall’altra le preoccupazioni per un mercato che fatica a ripartire e per il ricorso ancora significativo alla cassa integrazione.

Cassinetta resta centrale

Dal confronto al ministero è emersa la conferma della volontà aziendale di mantenere e sviluppare il sito di Cassinetta di Biandronno come polo strategico europeo.

Un elemento che i sindacati considerano importante, soprattutto in una fase delicata per il settore manifatturiero e per la filiera degli elettrodomestici.

Ma proprio mentre gli investimenti vengono ribaditi, restano criticità che le organizzazioni dei lavoratori chiedono di affrontare sul piano industriale e occupazionale.

Il nodo della cassa integrazione

A preoccupare è il fatto che, nonostante l’attuazione delle uscite concordate nell’accordo dello scorso anno, dentro gli stabilimenti continui a pesare il ricorso agli ammortizzatori sociali.

Secondo i referenti territoriali di FIOM, FIM-CISL e UILM, il rallentamento delle vendite resta il nodo di fondo.

Ed è proprio questo scenario ad aver spinto alla richiesta di un tavolo ministeriale non limitato al singolo caso aziendale, ma esteso all’intero comparto.

L’obiettivo dichiarato è consolidare la presenza industriale di Beko in Italia e costruire una strategia di prospettiva per il settore.

Pressione per nuove soluzioni

La richiesta al ministero punta ad aprire un confronto più ampio sulle politiche industriali per gli elettrodomestici, comparto che sconta trasformazioni produttive, concorrenza internazionale e una domanda ancora debole.

Parallelamente, sul territorio, i sindacati annunciano ulteriori confronti con l’azienda per affrontare nel merito organizzazione del lavoro e gestione della cassa integrazione.

Segno che, pur in presenza di conferme sugli investimenti, le preoccupazioni restano.

Una vertenza che guarda oltre Beko

La partita, nelle intenzioni sindacali, va oltre il perimetro aziendale.

Perché il timore è che le difficoltà di mercato non riguardino solo Beko Europe, ma un intero settore strategico per manifattura e occupazione.

Da qui la richiesta di un tavolo nazionale.

Non solo per gestire l’emergenza, ma per provare a disegnare una politica industriale. E per Cassinetta, questo passaggio potrebbe diventare decisivo.