Una “rete poetica” per la città

La proposta è di Gaetano Blaiotta: l’idea è quella di instaurare un “poetry corner” a villa Mirabello

Un sabato di fine agosto di due anni fa piovve poesia sulla città. Sulle panchine, appesi ai pali dei cartelli stradali e dei semafori comparvero i versi di Cardarelli e Montale, perfino di Catullo. Nessuno scoprì gli autori (o le autrici) del gesto, qualcosa d’inafferrabile e magnifico, un giglio sbocciato in mezzo all’asfalto e al trillare dei cellulari.

La poesia che scende dal piedistallo e si mescola alla gente, colpisce al cuore e fa pensare. Perché non trasformare questo gesto in abitudine? Lo abbiamo chiesto a , poeta, pittore e piccolo editore, che porta l’arte di Eràto in giro per l’Italia organizzando reading e incontri anche nella sua splendida “casa nel giardino” di Casalzuigno.
«Varese ha bisogno di una “rete poetica”, di un passaparola in versi, diverso da quello virtuale che si vede in Facebook, dove in molti postano poesie. Una lirica appesa al ramo di un albero ha una forza unica, perché allora non lasciare tracce nei nostri parchi cittadini, i Giardini Estensi, il Mantegazza e villa Toeplitz? Si creerebbe comunità, confrontandosi su qualcosa di concreto e reale. Ricordo un poeta operaio di Marghera, Ferruccio Brugnaro, che in tempi di dura lotta politica in fabbrica volantinava poesie invece di proclami».
Per il poeta pittore la nuova “pioggia poetica” potrebbe bagnare Varese con i versi degli autori locali: «La nostra città è tra le più ricche di voci, in tanti verseggiano e ci sono poeti noti come Fabio Scotto, Dino Azzalin o Franco Buffoni. Partirei con il lasciare i loro componimenti nei parchi, perché la Città Giardino deve poter comunicare quotidianamente con la poesia, anzi trarre forza da questo legame. Inoltre penserei anche a reading nei parchi privati, con la loro apertura periodica».

Blaiotta, autore di diversi “librini” pubblicati con le edizioni Pulcinoelefante di Alberto Casiraghy, va oltre, e propone al nuovo assessore alla Cultura di Varese, Roberto Cecchi, la creazione di uno “speaker corner”, anzi di un “poetry corner” nel parco di villa Mirabello.«Con alcuni amici artisti ho sperimentato negli anni passati questa forma di comunicazione a

Sarigo, dove ha funzionato moltissimo. La gente si è divertita e molti hanno vinto il timore di “mettersi a nudo” leggendo i propri versi, anche perché non c’erano giudizi di sorta, soltanto il piacere di condividere emozioni. In questo modo poi, chi ascolta può udire direttamente la voce del poeta in una dimensione quasi teatrale».

Un’altra possibilità per riempire di poesia la città è di lasciare, magari nel centro storico, alcune “lavagne poetiche” dove chi vuole può scrivere versi e regalarli alla gente.
«Sono certo che funzionerebbe», aggiunge Blaiotta, che con la compagna Elena Danelli ha creato una piccola casa editrice con già un ricco catalogo alle spalle e due libretti di prossima uscita, “Tra gli alberi”, con poesie di Daniela Beolchi e disegni di Danelli, e “Palestina”, di Gisa Legatti e “geografie” di Stefania Vecchi. «Molte persone, infatti, sentono il desiderio di ritornare a comunicare in modo reale, e la forza della poesia può essere una spinta fondamentale per la nuova Varese».