Con le nuove normative per l’omicidio stradale Jeanne rischia 12 anni

Primo processo in provincia dall’entrata in vigore

Quello che vedrà imputato Flavio Jeanne, il cuoco di 24 anni che la sera dello scorso 14 settembre ha travolto e ucciso Giada Molinaro, 17 anni, studentessa in via dei Mille a Varese, sarà il primo processo per omicidio stradale celebrato in provincia di Varese dopo l’entrata in vigore della nuova normativa.

Una norma che inasprisce molto le pene e che contempla un considerevole aumento della condanna in presenza di una specifica aggravante: quella dell’omissione di soccorso e della fuga dell’automobilista. Ed è esattamente quanto accaduto lo scorso 14 settembre: Jeanne non si è fermato, non si è costituito e ha cercato di nascondere le prove dell’accaduto portando l’auto a far riparare.

Rischia dai 5 a 12 anni di carcere. «È stabilita una specifica circostanza aggravante nel caso in cui il conducente, responsabile di un omicidio stradale colposo, si sia dato alla fuga – dice la norma – In tale ipotesi, la pena è aumentata da un terzo a due terzi e non può, comunque, essere inferiore a 5 anni».

Cinque anni, dunque, è la base dalla quale il giudice partirà qualora decidesse di condannare Jeanne che è reo confesso. Il giovane dopo l’arresto avvenuto tre giorni dopo l’incidente mortale ha ammesso le proprie responsabilità dichiarando di essere fuggito per paura. Va detto che il ragazzo è stato sottoposto a test specifici che hanno escluso che il giovane faccia uso di droga: quella sera, dunque, non era sotto l’effetto di stupefacenti. Il fatto avrebbe costituito un’ulteriore aggravante.

Non c’è nemmeno l’accusa di guida in stato d’ebbrezza, altro macigno all’interno della normativa: il giovane è stato arrestato tre giorni dopo l’incidente, impossibile dunque eseguire l’alcoltest. Lui ha dichiarato agli inquirenti di non aver bevuto quella sera, di essere stato sobrio. Ci sono inoltre altri particolari: la mancata precedenza, ad esempio. Giada Molinaro stava attraversando sulle strisce pedonali. È fatto obbligo all’automobilista, in questo frangente, di fermarsi e dare la precedenza al pedone. Altro punto su cui si andrà a discutere è quello relativo alla velocità alla quale la Kia Rio di Jeanne viaggiava al momento dell’incidente. Rilievi e valutazioni sono state rese particolarmente complesse da un dettaglio: sull’asfalto non sono stati trovati segni di frenata.

Il giovane, in preda al panico, per sua stessa ammissione ha chiuso gli occhi quando si è reso conto che non sarebbe riuscito ad evitare la diciassettenne. Poi, sempre in preda al terrore, è fuggito via. Il 21 marzo il ragazzo sarà davanti al gup: la procura ha chiesto il giudizio immediato, i difensori hanno chiesto e ottenuto l’ammissione al rito abbreviato.