Iniziate a dire addio ai vecchi gradoni. Da domani lavori in piazza Repubblica

L’area del cantiere è già recintata da alcune settimane. I lavori erano stati interrotti perché erano state trovate sei voragini dall’origine misteriosa

– Domani è il grande giorno in cui inizierà la rimozione del gradone di piazza Repubblica. L’area del cantiere è già recintata da alcune settimane, periodo in cui Finmeccanica ha rimosso le telecamere e una ditta di Roma è intervenuta per togliere tutti i componenti dell’impianto di illuminazione.Ancora prima, l’ufficio del verde pubblico del Comune ha prelevato tutte le piante di pregio che saranno messe altrove, magari nei parchi cittadini.

Ma adesso che tutti i lavori preparatori sono terminati, si può iniziare a lavorare sul serio. L’intervento prevede di tagliare in tanti pezzi i gradoni e poi di rimuoverli. Al loro posto, verrà messa una pavimentazione sostitutiva. Sempre domani, alle 15.30, a Palazzo Estense, ci sarà anche un importante summit tecnico per capire se e quando sarà possibile riprendere i lavori di messa in sicurezza sull’edificio della ex caserma Garibaldi.

Ricordiamo che i lavori erano stati interrotti perché alla base della parete che si affaccia su via Spinelli sono state trovate sei voragini dall’origine misteriosa. Chi è responsabile della loro formazione? Il Comune e l’autosilo delle Corti si stanno rimbalzando la responsabilità in tribunale, tanto che nelle ultime settimane i periti hanno fatto svolgere ulteriori analisi.
Per far tutto questo, i lavori sull’immobile sono stati interrotti. Ancora oggi non si sa che cosa abbia scatenato la formazione di quelle voragini, ma una cura è stata trovata.
Le perdite di acqua che scavano nel terreno, che provengono dai tubi delle fognature, saranno arginate con una «calza».

A questo punto, il Comune auspica di poter completare al più presto la messa in sicurezza dell’immobile.
Sarà su questo che spingerà lunedì, nel corso dell’incontro.
Anche sul piano politico la discussione è accesa. , consigliere di Sel, ha chiesto di convocare la commissione urbanistica sul tema dei gradoni. La commissione si riunirà a metà ottobre: «Ho voluto riportare il dibattito in sede istituzionale, perché non si può continuare a trattare il tema nei corridoi – dice Cordì – In più voglio aggiornare la riflessione sui gradoni, il cui smantellamento finirà per costare più di 200 mila euro».
«Una spesa che pare inutile in vista della riqualificazione complessiva dell’area. Non è che si tratta solo di una manovra elettorale tesa a portare in piazza qualcosa di “visibile”, che annuncia i successivi interventi?». E ancora: «Io esprimo la mia contrarietà a questa scelta, perché è come rifare il pavimento prima di demolire la casa».