Sapere scrivere una mail può fare la differenza. Anzi, fa la differenza. Vale per i rapporti tra colleghi, nelle comunicazioni intraziendali e per parlare con l’esterno, con i clienti, i fornitori, i mercati all’estero.
Così la formazione in azienda va oltre i canali classici del saper parlare in pubblico e diventa capacità dell’uso della scrittura.
La lingua italiana resta la protagonista indiscussa, da continuare a studiare e da sapere adeguare, però, allo scritto. Lo spiega bene la varesina, consulente editoriale e collaboratrice di “Palestra della scrittura”, laboratorio di ricerca sul linguaggio che propone formazione in aula e a distanza, sviluppo di progetti di cambiamento, di problem solving, di progettazione partecipata, accompagnamento e coaching per percorsi di crescita.
«Forniamo la scatola degli attrezzi e le istruzioni per l’uso, tracciamo una rotta.Coltiviamo la cultura della relazione, del linguaggio e della scrittura». Qualche dritta? «No ai formalismi, all’uso dell’aggettivo fine a se stesso, al linguaggio astratto. Il contenuto deve essere espresso in poche righe, senza per questo essere mai sciatti», dice Frattini. «Per rispondere, ad esempio, a un utente è necessaria una calibrazione, devo saper decodificare chi mi scrive in modo da capire esattamente cosa mi stia chiedendo, senza giudicare. Raccolgo informazioni e poi rispondo. Faccio attenzione alla relazione e questo ha una ricaduta anche sul mio stesso benessere».
Si tratta di possedere un vero e proprio «manuale di stile» per comunicare all’esterno l’identità dell’azienda per la quale si lavora. Ma c’è anche il benessere dentro l’istituzione o l’impresa che significa una buona relazione a più livelli, con i colleghi e con i superiori.
Silvia Frattini ha fatto scuola ai grandi assicurativi, a banche, a Regione Lombardia, alla Camera di Commercio di Varese per l’utilizzo dei social, ma anche a Confartigianato per gli apprendisti, ai gruppi di imprese, grandi e piccole.
© riproduzione riservata












