Promessa mantenuta: «Un segnale importante»

La Quiete - I dipendenti hanno finalmente ricevuto lo stipendio dopo aver lavorato 4 mesi senza essere pagati

– Dopo il buio degli ultimi mesi primo segnale per i lavoratori de La Quiete: il primo dei quattro stipendi arretrati pagato con una settimana di anticipo rispetto agli accordi. Ai nulcei familiari che lavorano in clinica, anche un acconto sullo stipendio di maggio.

«Un segnale importante – spiega Cinzia Bianchi, della Cgil – per i dipendenti ai quali, finalmente, viene riconosciuto non soltanto di aver fatto sempre ed in modo eccellente il proprio lavoro. Ma di averlo continuato a svolgere, questo lavoro, anche senza venire pagati». Roberto Casinelli, l’imprenditore frusinate fuoriuscito dal Gruppo Sant’Alessandro (che attualmente possiede i due rami d’azienda della clinica varesina) e che ha presentato un piano industriale in grado di dare continuità all’attività della struttura sanitaria ha mantenuto il primo impegno preso. «Lo ha mantenuto – dice Bianchi – con una settimana di anticipo. In base agli accordi seguiti all’asta fallimentare del 25 luglio andata deserta Casinelli si era impegnato a versare la prima delle quattro mensilità arretrate ai dipendenti entro il 4 agosto». Il segnale è estremamente chiaro. E allarga quello spiraglio apertosi proprio il 25 luglio quando il farsi avanti dell’imprenditore di Frosinone per pagare i dipendenti aveva allontanato lo spettro dello sfratto almeno sino al prossimo 16 settembre. Il percorso «naturalmente è ancora lungo ma questo è certamente un buon inizio – spiega Bianchi – Il 4 agosto, come già stabilito, ci sarà un nuovo incontro con Casinelli durante il quale definiremo i tempi, e dovranno essere brevi, con cui l’imprenditore salderà ai dipendenti tutte le mensilità arretrato dovute». Bianchi lo aveva detto nella serata del 25 luglio: «È chiaro che se Casinelli sarà credibile davanti ai lavoratori, sarà credibile anche davanti a Varese». Lo stesso sindaco di Varese Davide Galimberti, che ha incontrato Casinelli settimana scorsa, all’imprenditore frusinate aveva fatto una premessa importante: «Prima di tutto, prima di qualunque altra cosa, dovranno essere corrisposti gli stipendi ai lavoratori». Bianchi aggiunge: «Il fatto di aver pagato gli stipendi e con anticipo – dice la sindacalista – ha ridato fiducia ai lavoratori. Fiducia nel futuro e in un nuovo progetto».

La storia dei lavoratori de La Quiete merita di essere sottolineata ancora una volta. I dipendenti negli ultimi quattro mesi hanno lavorato senza essere pagati. Hanno lavorato come hanno sempre fatto: nessun caso di assenteismo, nessun ridimensionamento dei doveri di ciascuno. Hanno lavorato sapendo che quello era il solo modo per mantenere la clinica in vita e per dare un’opportunità non soltanto a loro stessi ma anche a Varese che rischia di perde un’eccellenza sanitaria. Il 4 agosto saranno definiti i tempi di completamento dei pagamenti. Il progetto di Casinelli parrebbe poter dare continuità all’attività della clinica. A metà ottobre il tribunale fallimentare di Varese dovrebbe bandire una nuova asta. Ci sono le premesse necessarie affinchè la clinica, a quell’appuntamento, ci arrivi aperta e con le licenze tutte in regola. Due condizioni fondamentali affinché l’asta possa suscitare interessi imprenditoriali seri e solidi.Entro oggi il primo degli stipendi arretrati sarà versato a tutti i lavoratori.