L’emergenza cibo a Varese ormai è una realtà. C’è bisogno dell’aiuto di tutti.
All’appello dell’amministrazione comunale fanno coro il Banco di solidarietà, la Caritas e le mense cittadine per i poveri.
A riaccendere i fari sul problema ci pensano la consulta della Famiglia del Comune di Varese con l’assessorato alla Famiglia e Persona colpiti dalle «inimmaginabili e sempre più lunghe file che si formano alle porte delle mense per poveri, delle associazioni caritative e delle parrocchie che distribuiscono cibo agli indigenti».
Di fronte al crescere delle persone in difficoltà l’invito è a tutte le associazioni che ne fanno parte, a tutte le famiglie e a tutte le donne e gli uomini di “buona volontà” a non voltare le spalle, ma ad agire per quanto possibile, da subito, a una raccolta straordinaria di alimentari non deperibili, così da rispondere da subito a questa emergenza alimentare.
«Una situazione che interessa, solo nella città di Milano, circa 50mila persone ed è diventata drammatica anche nella nostra città, dove le diverse organizzazioni caritative impegnate contro lo spreco di cibo e la povertà denunciano l’esaurimento delle scorte alimentari».
Un allarme cui si associa quello del Banco di Solidarietà Alimentare “Non solo pane”: «Siamo in un momento di difficoltà anche noi purtroppo – spiega , presidente dell’associazione – soprattutto per un problema tecnico. Dal primo gennaio, infatti, l’Agea non ci fornisce più latte, burro e formaggio che arrivavano dalle eccedenze di produzione dati agli enti di beneficenza. L’Europa ha fermato i finanziamenti. Questo ci sta penalizzando molto: circa il 15, 20% dei viveri ci arrivava da lì».
Dunque una necessità concreta che si abbina all’aumento dei bisognosi. Le famiglie assistite dal Banco di Solidarietà alimentare sono arrivate a fine ottobre a quota 726. Di queste 381 sono extracomunitarie e 345 sono italiane. Il numero delle persone assistite è nel complesso di 2.728.
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