Marantelli spiazza tutti. E Ncd si sfila

La probabile discesa in campo del deputato Pd rimescola le carte nel centrodestra, che si mobilita: in pole Galparoli, Puricelli e Cattaneo. Alfaniani critici con i dem. Forza Italia: «Non solo candidati leghisti»

L’opzione Marantelli scompagina le carte nel centrodestra. «Difficile per noi riconoscersi in una figura come la sua – ammette , coordinatore di Ncd – Si impone un’alternativa che guardi al modello della Regione Lombardia». E Forza Italia “chiama” la Lega Nord: «Ragioniamo sul candidato migliore per vincere. Che sia leghista o meno» l’appello di. Mentre nel Pd si fa largo sempre più concretamente l’ipotesi che il deputato Daniele Marantelli possa scendere in campo alla guida della coalizione di centrosinistra, dall’altra parte dello scacchiere politico c’è il rischio di uno spiazzamento, visto che non c’è ancora un’alleanza definita né tantomento una figura autorevole da contrapporre.

Del resto, il leghista che metterebbe tutti d’accordo, , non sembra intenzionato a correre. Così emergono altre ipotesi fuori dal perimetro del Carroccio: da, neo-vicepresidente del Varese, a Luca Marsico a e, altro “pezzo da novanta”. Sì, perché da più parti, nel centrodestra, si invoca minor rigidità da parte della Lega nella scelta del candidato giusto per riconquistare Varese. «La candidatura di Marantelli costringe il centrodestra a cercare una personalità dello stesso spessore» ammette Giovanni Chiodi, coordinatore cittadino di Ncd. «Indubbiamente il livello della competizione si alza. E il baricentro del centrosinistra si sposta a sinistra». Sì, perché anche il Nuovo Centrodestra, che con il Pd governa Villa Recalcati, dovrà adeguare le proprie strategie. «Marantelli è persona capace e stimabile, ma è una figura a noi lontana in termini di cultura politica e che non ci rappresenta – fa notare Chiodi – a meno che non rinneghi i giudizi che ha dato sul governo della città degli ultimi anni, per noi è difficile riconoscersi in Marantelli». D’altra parte però, è un nome forte, che per Chiodi «impone un’alternativa da costruire sul modello di Regione Lombardia e con lo spirito con cui la coalizione viene tenuta insieme al Pirellone». Così alla Lega si chiede di abbandonare le rigidità sul candidato ad ogni costo per «fare uno sforzo di umiltà e trovare una sintesi, come si sta cercando di fare a Milano».

Anche in Forza Italia c’è la consapevolezza che l’opzione Marantelli può cambiare le carte in tavola. «A questo punto la Lega deve fare da locomotiva, da elemento trainante, e ragionare in modo concreto e non in funzione dei personalismi – sostiene Roberto Puricelli, coordinatore di Forza Italia – Sediamoci attorno ad un tavolo con gli alleati e ragioniamo senza preconcetti, anche su una candidatura non leghista. È interesse di tutti una città ben governata, ben amministrata e che non venga consegnata alla sinistra». Per gli azzurri di Agorà, le primarie di coalizione («Maroni le ha proposte a Milano e Salvini all’inizio era favorevole» ricorda Puricelli) continuano ad essere l’unica alternativa «nel caso in cui non emerga una figura condivisa, tanto significativa da essere capace di raccogliere il consenso di tutti», ma il principio, messaggio alla Lega, è che «è ora di finirla con il giocare a mostrare i muscoli, come Braccio di Ferro. Il buon può anche mangiare gli spinaci, ma rimane sempre Pinti». Insomma, meglio ricompattarsi prima che Marantelli possa prendere slancio.