«Il Varese ha un tifoso in più che si chiama Carmine Gautieri»: il tecnico, esonerato sabato dal club biancorosso dopo lo 0-3 casalingo con il Padova, ha usato queste parole per salutare una piazza con cui non è riuscito a entrare in piena sintonia.
«Ho lavorato – dice Gautieri – con persone che mi hanno apprezzato, tante altre mi hanno fatto sentire a casa, una parte dei tifosi non mi ha mai accettato per ragioni extracalcistiche. C’è chi se l’è presa con me solo per il fatto che sono napoletano e sono stati gli ultrà a chiedere di mandarmi via. Io rispetto chi viene allo stadio, ma non sono uno abituato a fare gli inchini davanti alle tribune. Le decisioni spettano solo alla società».
L’allenatore lancia una stoccata a Stefano Sottili: era stato lui a inchinarsi davanti ai tifosi dopo il 2-0 al Crotone del 17 novembre, nell’ultima partita casalinga prima dell’esonero.
Ma Gautieri ne ha anche per la dirigenza, che settimana scorsa gli aveva manifestato ben altre intenzioni nei suoi confronti: «Adesso Laurenza ha dichiarato che Sottili è la persona giusta per dare la scossa e che, con il mio sostituto in panchina, il Varese può arrivare più tranquillamente alla salvezza. Peccato che martedì scorso proprio il presidente mi abbia voluto incontrare al Palace, invitandomi a programmare la nuova stagione in biancorosso. Il direttore sportivo Milanese non c’era, ma era presente l’amministratore delegato Montemurro, che mi ha detto: “Se ti avessimo preso a luglio, ora saremmo terzi in classifica”».
La morale? «Alla luce di quanto è accaduto poi, ho tanto da riflettere: è il presidente che caccia i soldi e accetto tutto, ma non che si cambi opinione dopo tre giorni».
Gautieri rivela anche di aver preso tempo: «La mia risposta era stata: “Ne riparleremo raggiunta quota 50 punti”. Sono sincero: non so se avrei accettato, ma l’avrei deciso solo dopo aver conquistato la salvezza. Del resto, era questo l’obiettivo che i dirigenti mi avevano chiesto quando ero subentrato a Sottili, a fine novembre».
Come risponde la società all’atto d’accusa dell’ex allenatore? «Non vorrei commentare – risponde Laurenza – perché il Varese ha bisogno di tranquillità».
Il presidente tiene, però, a dire la sua verità: «Una settimana fa non avevamo ancora perso 3-0 con il Padova, cioè con il peggiore attacco della B, dopo una prestazione senz’anima, mentalmente sotto la sufficienza, da parte di tutti. Se fosse finita 0-1, dopo aver lottato e almeno convinto, Gautieri sarebbe ancora qui».
È vero che il Varese aveva chiesto a Gautieri solo la salvezza? «In quel momento – ricorda il patron – eravamo a un passo dal settimo posto. Fu Milanese a sollecitare il cambio in panchina, dicendo che, con un allenatore più offensivo, la squadra sarebbe stata da playoff».
Da che cosa è frenato il Varese? «Prima che arrivassi io – afferma Gautieri – la squadra aveva problemi e ci sono ancora, ma non devo essere io a dirli a Sottili. Chi meglio di lui, che c’era all’inizio, può conoscerli? Al mio collega faccio l’in bocca al lupo e quando ho salutato i giocatori ho detto: “Voi avete bisogno di Sottili ma anche Sottili ha bisogno di voi”. Se il Varese saprà essere un corpo unico, arriverà la salvezza che tutti meritano».n
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