Domenica Giacomo Galanda tornerà a Masnago da avversario con la sua Pistoia. Dell’indimenticabile ex capitano della Stella e di mille battaglie si sta discutendo molto a proposito della lettera scritta di suo pugno (e pubblicata sul sito ufficiale del Pistoia Basket) per ricostruire ciò che è avvenuto durante e dopo la partita contro Siena.
Riepiloghiamo molto in sintesi, prima di lasciare la parola a Gek. Nel secondo quarto del derby Tesi Group-Montepaschi, Galanda riceve una colpo alla tempia da Ortner durante un’azione di gioco: Gek crolla a terra, per l’arbitro non è neanche fallo (Galanda comunque riprenderà a giocare). Nel dopopartita – prima al palazzetto, poi durante un incontro casuale al ristorante – il capitano di Pistoia cerca di chiarirsi con l’arbitro Gianluca Mattioli, il quale, per tutta risposta, continua ad accusare Galanda di aver messo in piedi una sceneggiata («Sei stato appena toccato, ti sei rialzato subito»), annunciandogli anche una squalifica (in realtà Galanda verrà solo “deplorato”).
«Sia chiaro – precisa Galanda – il mio non è un attacco, pongo semplicemente un problema: vorrei che tra giocatori e arbitri ci fosse la possibilità di confrontarsi. Non è possibile che le regole vengano stabilite e applicate nel chiuso di uno stanzino, senza un qualunque tipo di dialogo con noi giocatori. Non capisco perché tra arbitri e giocatori debba esserci un muro: chiedo solo dialogo e rispetto reciproco, niente di più».
L’episodio di domenica è la classica goccia che fa traboccare il vaso: «Mi ha offeso il fatto che Mattioli, che pure conosco da 20 anni, non abbia pensato un solo istante alla mia salute (e ancora oggi mi sento la tempia gonfia), ma continuasse a ripetere che avevo fatto una sceneggiata. Da notare che anche i giocatori di Siena mi hanno chiesto scusa – racconta Gek – Quando con Mattioli ci siamo visti casualmente al ristorante mi sono avvicinato per mettere serenamente la parola fine alla questione, ma lui mi ha ribadito imperterrito che avevo fatto una sceneggiata e che sarei stato squalificato. Insomma, giusto parlare di rispetto, ma questo deve essere reciproco. Io spero che la mia lettera venga vista come un’occasione per affrontare problemi esistenti da tempo. Spesso vediamo applicare “due pesi e due misure”, certi comportamenti vengono giudicati in maniera diversa a seconda dei campi, c’è troppa soggettività nelle valutazioni. È un problema: affrontiamolo insieme in maniera costruttiva».
Ieri pomeriggio Galanda ha ricevuto anche una telefonata informale dal presidente federale Gianni Petrucci: «Ci siamo trovati perfettamente d’accordo sul fatto che tra le varie componenti del basket – giocatori, arbitri, dirigenti – si debba instaurare un maggior dialogo. La mia, ribadisco, era una mano tesa, non un’accusa fine a se stessa».
Intanto domenica Gek tornerà nella sua Varese: «È ovvio che proverò delle sensazioni particolari – dice il giocatore friulano – Quel palazzetto, l’atmosfera che si respira, le facce che incontrerò, mi emozioneranno di sicuro».
In campo, però, sarà battaglia vera: entrambe le squadre, classifica alla mano, possono continuare a sognare i playoff: «Ma a differenza di Varese, per noi sarebbe un obiettivo totalmente insperato. È qualcosa che proviamo a ottenere, senza avere però l’obbligo e quindi la pressione di doverlo fare per forza. Ci vogliamo arrivare entrambe, ma le condizioni psicologiche sono diverse. Prevedo una partita molto combattuta, magari poco spettacolare ma intensa agonisticamente».
Deluso dal campionato di Varese? «Mi aspettavo qualcosa in più, ma non è mai facile ripartire da zero, soprattutto dopo una stagione straordinaria come quella scorsa. Il percorso era in salita fin dall’inizio».
Giancarlo aiutava gli altri
Sarà la prima a Masnago senza Giancarlo Gualco: «Per Varese era una leggenda, è giusto continuare a ricordarlo e anch’io mi unisco alle manifestazioni d’affetto verso la sua famiglia e la Pallacanestro Varese».
Sabato scorso la squadra ha visitato San Patrignano: «Anch’io una volta ci sono stato e anche allora la visita portò bene, perché vincemmo di 20 a Montegranaro. Ma al di là di questo, sono eventi molto belli che fanno bene a tutti. E sono certo che Giancarlo Gualco sarebbe stato contento di vedere la squadra fare qualcosa di buono e di bello per gli altri».
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