«Chiudiamo». A rischio 45 posti di lavoro

«Chiudiamo». 
A rischio 45 posti di lavoro

«Il Palaghiaccio di via Albani chiuderà il 31 marzo». Questa è la previsione di Luca Missoni, presidente della Pattinatori Ghiaccio Varese, società a cui fa capo la gestione del Palaghiaccio dal 2005.

La decisione di lasciare non è facile, ma ormai è stata presa: «Mai più la Pattinatori Ghiaccio Varese si imbarcherà nella gestione dell’impianto e non credo che ci sia una fila di persone disposte a prendere il nostro posto. Di conseguenza, il 31 marzo, giorno in cui scadrà la convenzione, consegneremo le chiavi al Comune».

Come mai si è arrivati a questo? Il Comune è proprietario del Palaghiaccio, di cui si accolla le spese di riscaldamento e luce fino a 300mila euro all’anno. Le associazioni sportive versano 120mila euro per l’affitto del Palaghiaccio.

In più pagano 90 euro all’ora l’uso della pista, tariffa che non è più sufficiente a far quadrare i conti. Ma le associazioni non vogliono accettare il rincaro di 110 euro all’ora, cosa che garantirebbe al palaghiaccio di stare aperto aprile e maggio.

«Far pagare la pista 90 euro all’ora significa essere sotto il prezzo del mercato. In Lombardia il costo di un’ora (di 50 minuti) oscilla tra i 120 e i 240 euro. Ma le associazioni dei pattinatori di Varese si rifiutano di pagare il 20% – sintetizza Luca Missoni – I costi di gestione dell’impianto sono aumentati. Il personale a busta paga è assunto da noi. I conti non tornano più».

A mettere la differenza, in questi anni, è stato Luca Missoni in persona, senza mai volersi fare pubblicità per questo. «Per ora è andata così, ma adesso basta. Qualcosa per funzionare deve camminare con le sue gambe, se no si chiude» dice Missoni.

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google