Si parla solo di global warming, di sopra media termico e di caldo, in un pentolone di valori termici decisamente folli per il periodo. Ma non nell’ultima settimana. Qualcosa si è improvvisamente invertito e una discesa di aria particolarmente fredda proveniente dai quadranti orientali ha fatto tremare la nostra colonnina di mercurio. Un tuffo nel vuoto. Non perché siamo piombati in inverno come erroneamente qualcuno vuole far credere, ma per il vertiginoso crollo da temperature ben oltre i venti gradi, sfiorando in alcuni casi valori prettamente estivi. Una discesa mediamente di quindici gradi si sentono tutti ed è facile cadere nel tranello del “fa troppo freddo!”. I dati alla mano ci dicono che non è proprio così anche se le minime di questi ultimi giorni, e soprattutto quelle della mattinata di mercoledì, hanno sfiorato lo zero in molte località, anche al piano. Non proprio comune registrare tali valori termici, soprattutto se guardiamo gli anni appena trascorsi e se dobbiamo andare indietro di circa sette anni per vedere un freddo così prematuro nei primi quindici giorni del mese di ottobre. Nelle valli spicca il dato di Ganna con i suoi 0.6°C, ma anche in città si è fatto del suo meglio con 2 gradi. A Campo dei Fiori, sul tetto di Varese, è apparsa la prima neve stagionale con la temperatura che in pieno giorno ha sfiorato i -1°C. Verrebbe da dire che siamo piombati in tardo autunno, che l’inverno è proprio qui dietro l’angolo, che tutto stia procedendo
troppo in fretta rispetto al calendario. No, tranquilli. Avrete già notato a pelle questa mattina uscendo di casa come l’aria si sia rapidamente scaldata e umidificata. Questo grazie all’arrivo di una perturbazione atlantica che ci darà una sana lavata e ci ricorderà di essere nella stagione più piovosa dell’anno. La fase di maltempo andrà a colpire maggiormente i rilievi e le zone di poco adiacenti grazie alla disposizione delle correnti instabili dai quadranti meridionali. Avremo quindi tutto il carico di umidità che andrà letteralmente a sbattere contro le nostre montagne aumentando così l’apporto di mm che cadranno. Ci saranno due fasi distinte di intensità, una sicuramente in mattinata fino all’ora di pranzo, l’altra nel pomeriggio. I mm che potrebbero cadere entro la fine della giornata saranno compresi tra 40 e 50. Un discreto bottino considerando come fiumi e laghi siano completamente in secca e abbiamo bisogno di nutrimento. La neve inizialmente, frutto del freddo residuo, cadrà intorno ai 1.600 metri dopodiché la forza dei venti miti da sud farà lievitare la comparsa dei fiocchi bianchi fin oltre i 2.400-2600 metri. Poco male, i ghiacciai vedrebbero comunque una discreta copertura di nuovi cm freschi. Domani mattina invece la perturbazione tenderà ad allontanarsi non prima di aver dato la possibilità di qualche ulteriore rovescio qua e là. Nel pomeriggio graduale passaggio a tempo più asciutto e localmente qualche schiarita non esclusa. Il weekend vedrà poi quindi un miglioramento progressivo con una domenica tendenzialmente soleggiata e più calda. L’inverno può attendere, dunque.













