Venti donne allo sportello antiviolenza. In un mese

Altre 10 “vittime” hanno telefonato per informazioni con l’impegno di farsi avanti di persona

Primo bilancio ad un mese dall’apertura dello sportello antiviolenza aperto grazie a una sinergia tra procura di Stato e ordine degli avvocati di Varese. Sono 20 le donne vittime di violenza e maltrattamenti che hanno varcato la soglia della “stanza dell’acquario”, così si chiama lo spazio, discreto e protetto, al secondo piano del palazzo del tribunale di Varese dove ogni donna può trovare l’assistenza di magistrati e legali, ma anche di un’ufficiale di polizia giudiziaria, in modo da ricevere tutti i consigli e l’assistenza necessari per arrivare ad ottenere giustizia. Altre 10 hanno invece telefonato per avere informazioni con l’impegno di farsi avanti di persona per esporre i loro casi.

Sono numeri che se da un lato fanno paura, 30 donne vittime di abusi che in un solo mese hanno segnalato la situazione di abuso che vivono sono un dato decisamente allarmante sul fenomeno, dall’altro danno speranza. «L’obbiettivo – avevano spiegato , procuratore di Varese, e , uno dei 12 avvocati appositamente formati da Regione Lombardia per affrontare un servizio di questo tipo – è quello di fare emergere il sommerso facendo in modo che tutte le donne vittime di violenza sappiano che siamo qui per garantire loro un giusto processo. Con indagini eseguite in modo impeccabile e interventi tempestivi per poter recuperare tutti gli elementi di prova necessari ad avere giustizia».

Il messaggio è arrivato chiarissimo: la sensazione di non essere sole ha fatto sì che 30 donne trovassero la forza e il coraggio di farsi avanti. Lo sportello antiviolenza mette a disposizione un pubblico ministero dedicato, oltre a 12 avvocati (11 donne e un uomo) di cui 6 penalisti e 6 civilisti, che svolgono un servizio di consulenza. Non possono, ovviamente assistere direttamente la vittima,

ma possono orientarla sul come denunciare, su chi contattare per avere supporto psicologico (qui entrano in gioco le associazioni presenti sul territorio). Addirittura, attraverso lo sportello è stata fatta una mappatura di tutti i rifugi sicuri presenti in provincia di Varese in modo da sapere a chi rivolgersi qualora sia necessario trovare un riparo per donna vittima di abusi e per eventuali figli minori.

I casi sino ad oggi vagliati forniscono il quadro di un fenomeno trasversale: sono donne di tutte le età, da 20 agli 80 anni, che in alcuni casi vengono maltrattate da compagni o mariti violenti da anni. Sono italiane e straniere di ogni tipo di ceto sociale.

Da sottolineare che allo sportello possono rivolgersi non solo direttamente le vittime, ma anche chi è a conoscenza di situazioni di abuso, che si tratti di familiari o amici della vittima oppure che si tratti di professionisti, magari medici, psicologi o avvocati. Lo sportello antiviolenza di Varese, il primo in Lombardia, è aperto ogni mercoledì dalle 14.30 alle 17 .30.