Incubo box in fiamme: Stefano Chelazzi patteggia a tre anni di carcere.
Il patteggiamento ratificato ieri pomeriggio dal gup di Varese : il pubblico ministero, che ha coordinato l’indagine della Digos della questura di Varese che aveva portato all’arresto di Chelazzi nell’ottobre scorso, ha accettato la richiesta del difensore soltanto dopo che il piromane ha risarcito alcune parti lese, accettando di riparare ai danni di tutti i cinque malcapitati.
Tra i risarciti c’è il Comune di Varese: i roghi appiccati dall’ex candidato consigliere comunale leghista (poi non eletto nelle amministrative del 2006) e ex membro del Cda della casa di riposo Molina (fu sospeso dopo l’arresto) hanno causato danni a dei cassonetti.
Mancato accordo, invece, per una parte civile privata, o meglio accordo col maggior dovuto perché le vittime hanno ottenuto un risarcimento pari a due mila 500 euro a fronte di un garage incendiato e una Mercedes classe A danneggiata.
«Stiamo valutando la possibilità di procedere in sede civile per ottenere il giusto risarcimento al danno subito – ha commentato l’avvocato di parte civile – I miei assistiti hanno vissuto mesi di paura con ricadute anche sullo stato di salute e gravi episodi di ansia».
Chelazzi rispondeva di cinque incendi dolosi appiccati a garage, cassonetti e in un’occasione al magazzino di una ditta. Incendi che aveva creato paura in città per oltre tre mesi: dal giugno all’ottobre dell’anno scorso, quando poi il piromane era stato arrestato.
L’imputato aveva tra l’altro già patteggiato a nove mesi nel 2011 perché ritenuto il responsabile dell’incendio doloso di sette cassonetti.
Dei cinque incendi contestati in questa seconda indagine Chelazzi ha ammesso la paternità di tre roghi. «Il mio assistito – ha spiegato Zanzi – Ha avuto un temporaneo momento di debolezza. Ha voluto chiudere i conti con la giustizia immediatamente in modo da poter guardare avanti. Il momento di debolezza è stato superato, la vicenda si chiude oggi».
Dalle indagini era emerso che Chelazzi sceglieva degli obbiettivi a caso. Box e magazzini venivano prediletti perché di più facile accesso rispetto ad altri. I proprietari erano per lui dei perfetti sconosciuti.
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