La Lega a rischio “massacro” E spunta l’ipotesi del rinvio

La Lega a rischio “massacro” E spunta l’ipotesi del rinvio

VARESE Il congresso della Lega potrebbe anche essere rinviato.Altrimenti, dicono, si rischia il gioco al “massacro”. I due candidati che non sono stati “unti” da Bossi, Leonardo Tarantino e Donato Castiglioni, non si sono infatti ritirati dalla partita. Almeno non ancora. «Giovedì sera andrò a depositare la mia candidatura» rassicura Tarantino. La stessa intenzione di Castiglioni, il quale non intende fare marcia indietro «per rispetto dei militanti che hanno sottoscritto la candidatura».Si va quindi, per il momento, a uno scontro a tre. Con il rischio, in caso di mancata vittoria del candidato di Umberto Bossi, che la Lega possa spaccarsi ulteriormente a livello nazionale. Lo dice chiaro e tondo il senatore Fabio Rizzi, che coglie l’occasione per spiegare che non esiste una corrente che fa capo a lui. «Castiglioni ha voluto candidarsi prima che il capo parlasse – spiega Rizzi – E adesso non vuole tirarsi indietro perché non sarebbe giusto nei confronti di chi ha sottoscritto la sua candidatura, ma non è un mio uomo».Su questo il senatore e sindaco di Besozzo è chiaro: «I rizziani non esistono. Al massimo ci siamo io e la mia fidanzata. Per quel che mi riguarda il capo ha parlato quindi il nuovo segretario sarà Maurilio

Canton. Castiglioni sa bene che andrà a perdere, ma ha deciso di volersi comunque proporre».A conferma che nessuno dei tre farà un passo indietro, il fatto che stanno già girando in tutte le sezioni, presentandosi alle riunioni serali, chiedendo voti e partecipando a incontri a tre organizzati dal partito. Le candidature saranno però ufficializzate in modo anche formale solo tra stasera e domani mattina. Il termine per presentarle è infatti nella prima mattinata di venerdì, ma c’è chi potrebbe consegnarle con qualche ora di anticipo. Solo allora si vedrà se effettivamente tutti si candideranno.E a quel punto si apriranno due scenari: tutti corrono, Bossi sta a guardare, e ha solo una possibilità su tre di non rimediare una batosta se non passa il suo candidato. Oppure, dopo i congressi nelle altre parti della Lombardia e in base a quanto si sono intesiti gli animi, arriva un commissariamento che congela per il momento le votazioni. Questa carta non è ancora esclusa, dal momento che l’ordine, uscito in modo non proprio ufficiale da via Bellerio di andare a candidatura unica, non ha sortito nessun effetto. In tutto questo c’è chi denuncia, dalla base dei militanti, che i colonnelli si sono sfilati dal confronto.Marco Tavazzi

s.bartolini

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