Dicono che Guido Borghi si sia venduto l’anima pur di portare il trotto a Varese, salvando l’ippodromo in uno dei momenti più difficili per l’ippica italiana. Il presidente del più antico sodalizio sportivo tuttora vivo in città, ha presentato ieri la stagione estiva del galoppo ma ha letto soprattutto con orgoglio una lettera ricevuta dal ministero.
Ci ha dato un via libera che aspettavamo da tempo: quello di poter condividere con Milano il trotto. La nostra pista va sistemata per poter accogliere questa specialità: penso che saremo pronti per l’autunno inoltrato.
Non so se in città, quando l’ippodromo era a Casbeno e poi a Masnago, si correva su quello che in dialetto si chiama “birocc”, ma è la prima volta che alle Bettole vedremo il trotto. Per l’ippodromo è la salvezza perché ci mette in condizione di vivere dalle 50 alle 55 giornate di corse all’anno. Come se si scendesse in pista una volta alla settimana.
È facile da spiegare: il montepremi complessivo della stagione è stato ridimensionato e per mantenere premi alti abbiamo puntato su sei corse di qualità per ogni serata.
Perché all’ippodromo troverà quello che ha sempre avuto e visto anche nei momenti migliori. L’anno scorso c’è stato quasi sempre il pienone nonostante le condizioni meteo non sempre favorevoli. Il nostro è un impianto per famiglie in cui si entra gratis per assistere a uno spettacolo affascinante: si può bere una birra e fare qualche piccola scommessa che può diventare interessante.
Basta leggere il nostro calendario che ripropone tutte le corse più avvincenti della pista: dal Criterium al Gran Premio, senza dimenticare il Criterium o le altre grandi classiche. Da qui a settembre, ogni martedì e sabato, ci sono 19 giornate da non perdere. Alla faccia dei corvi e di quanti gufavano.
Ho già risposto parlando del trotto che renderà la nostra struttura ancora più bella e accogliente e porterà grandi premi a Varese con dotazioni fino ai 150 mila euro. Abbiamo provveduto a un aumento di capitale fra i soci della Varesina e aspettiamo chi crede nei valori sani del nostro sport e sia disposto a darci una mano.
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