La notizia sta rimbalzando da giorni sui giornali nazionali, specifici e non: da oggi è operativo un altro aumento della tassazione sulle rendite finanziarie, dal 20 al 26%. Ma le banche tranquillizzano i risparmiatori: l’adeguamento era previsto, e non intaccherà più di tanto i guadagni.
I primi a risentirne saranno gli organismi di investimento collettivo del risparmio, cioè fondi e Sicav: i redditi maturati fino al 30 giugno 2014 subiranno, al momento della liquidazione, un prelievo del 20%, ma quelli maturati dal 1° luglio avranno un prelievo del 26%. Anche i dossier titoli, ovviamente, rientrano nelle nuove regole: i dividendi da azioni pagati dopo il 30 giugno saranno tassati al 26%, lo stesso per le cedole da obbligazioni maturate da oggi in poi, e anche il calcolo della compensazione delle eventuali minusvalenze partirà sempre dalla nuova aliquota.
Al 26% verranno tassati anche i ratei delle polizze vita maturati dopo il 1° luglio, mentre le cifre scadute entro giugno manterranno la tassazione al 20%, e i ratei maturati dalla data di sottoscrizione al 31 dicembre 2011 manterranno l’aliquota al 12,5%.
Gli unici redditi a non subire cambiamenti da questo punto di vista saranno quelli derivanti dalle sottoscrizioni di titoli di Stato italiani oppure dei Paesi della cosiddetta white list (essenzialmente Stati Uniti, Gran Bretagna ed Eurozona): per questo tipo di investimenti l’aliquota sui guadagni resta invariata al 12,5%. Anche i redditi da fondi pensione e piani individuali previdenziali non subiranno cambiamenti, e l’aliquota resterà quella agevolata all’11,5% per tutto il 2014.
«Cambiamenti che non devono sconvolgere i risparmiatori varesini, perché saranno meno impattanti di quanto sembri – spiega Maurizio Frangi, direttore della sede Ubi-Banca Popolare di Bergamo di via Vittorio Veneto a Varese – Semplicemente, se con 100 euro di azioni investite riescono a guadagnare 10 euro, d’ora in poi verseranno allo Stato 2,6 euro invece dei 2 che versano oggi. Un aumento non tale da giustificare vendite improvvise, soprattutto per quei tipi di investimenti che riescono a rendere».
Il consiglio degli addetti ai lavori, insomma, è di mantenere la calma, e i varesini pare lo stiano facendo: non si registrano, nei principali istituti di credito del territorio, movimenti diversi dalla norma nei dossier titoli o negli altri ambiti toccati dalla nuova aliquota.
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