La ripresa? A Varese è un fallimento

La ripresa? A Varese è un fallimento

Procedure fallimentari, in provincia di Varese mai così tante come nel 2014: nei primi sette mesi dell’anno, nei due tribunali di Varese e Busto Arsizio, già più pratiche in corso che in tutto il 2013. «Un’esplosione preoccupante – per il segretario della Cgil – Servono risposte concrete per rilanciare il lavoro e la produzione».

I dati sono allarmanti, e arrivano dai portali internet dei due tribunali che operano in provincia di Varese, quello del capoluogo e quello di Busto Arsizio, dove vengono pubblicati gli estremi di tutte le procedure fallimentari in corso.

Nel 2014, considerando i primi sette mesi dell’anno, quelle avviate sono in tutto 265, di cui 84 a Varese e 181 a Busto Arsizio (tribunale che dal settembre 2013 ha competenza anche sull’area del Legnanese, provincia di Milano).

Nel 2013, nello stesso periodo tra gennaio e luglio, erano state 152, di cui 64 a Varese e 88 a Busto Arsizio, mentre nel 2012, sempre nei primi sette mesi, si era fermi a 120 (60 nel capoluogo e altrettante nel tribunale del sud Varesotto).

Per quel che riguarda il tribunale di Varese, dove la circoscrizione è rimasta immutata, prima della pausa estiva di quest’anno si è già toccato un numero di procedure che arriva quasi ai livelli di tutto il 2012 (96) o il 2011 (98) ed è già superiore a quello degli anni precedenti al 2011 (il picco nel 2009, con 78).

«Ma le procedure fallimentari fanno parte del normale funzionamento dell’economia – ammonisce , presidente dell’Ordine dei commercialisti di Busto Arsizio – non si possono in alcun modo paragonare le procedure fallimentari ad una sorta di “bad bank” che concentra gli asset “tossici” dell’economia. Anzi, alcune procedure previste dalla legge fallimentare, come quelle di concordato, servono proprio a salvaguardare le aziende per farle ripartire».

Eppure l’esplosione di lavoro nei tribunali fallimentari preoccupa: «Il paradosso è che nelle aule di tribunale arrivano anche aziende che hanno lavoro e ordinativi ma si trovano in difficoltà per via di problemi di liquidità o perché non riescono ad accedere al credito – sottolinea il segretario generale della Cgil di Varese Umberto Colombo – Noi lo denunciamo ormai da mesi: sembrava esserci stato un rallentamento, poi il problema è tornato ad esplodere in modo ancora più rilevante rispetto al passato».

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