Roma, 9 feb. (Apcom) – Il comportamento violento del marito fa ricadere su di lui la colpa in caso di divorzio ma non cancella il suo diritto all’affido dei figli minori. In pratica, la Cassazione distingue tra il buon papà e il cattivo marito. I giudici della prima sezione civile della Suprema Corte hanno infatti confermato la sentenza dei magistrati di Palermo che nonostante abbiano dato la colpa all’ex marito in una causa di divorzio, gli hanno però concesso l’affido condiviso del
figlio minorenne. Inutilmente la ex moglie è ricorsa in Cassazione sottolineando il comportamento violento dell’ex coniuge il quale, nei frequenti litigi, non esitava a prenderla a schiaffi. I giudici hanno spiegato che la ragione dell’affido condiviso è da ricercare nella “necessità di superare gli ostacoli” che l’uomo incontrava nel mantenere un rapporto con il bambino, originariamente affidato solo alla madre. In sostanza, il diritto al rapporto affettivo con il figlio è cosa diversa dalle colpe che possono essere addebitate nei rapporti con la moglie.
Roo
MAZ
© riproduzione riservata










