Varese, il mondo del lavoro traccia la strada per le donne

Varese, il mondo del lavoro traccia la strada per le donne

VARESE Le donne pagano di più per la crisi, ma possono contare anche su maggiori opportunità. È la convenzione espressa al convegno promosso ieri a Ville Ponti, Varese.

Servono figure tecniche e specialistiche: sono quindi necessarie nuove politiche di orientamento e formazione, oltre che di organizzazione del lavoro per favorire la conciliazione con i tempi della famiglia. È questo il risultato dello studio su “Il contributo dell’occupazione femminile alla crescita economica in provincia di Varese”, voluto  dalla Camera di Commercio, insieme a Cgil, Cisl, Uil.

La ricerca, realizzata con il  contributo dell’università Carlo Cattaneo, è stata presentata ieri mattina  a Villa Ponti, a Varese. Partendo da uno scenario non proprio rassicurante: il tasso disoccupazione femminile nella nostra provincia ha infatti raggiunto una media del  9 per cento, un dato allarmante soprattutto se lo si confronta con quello dei colleghi uomini, fermi al 6,3 per cento.

La maggior parte delle donne in provincia è impiegata nel settore dei servizi; nella formazione sono ancora predominanti i licei, le  scienze sociali e le facoltà umanistiche, mentre il mercato richiede prevalentemente  tecnici aeronautici, progettisti meccanici, addetti alle analisi di mercato e  periti elettronici. Servono, allo stesso tempo, politiche per favorire la conciliazione famiglia lavoro: la maggior parte delle aziende concede  part time e corsi di formazione ma non utilizza altri strumenti, come la banca del tempo o il telelavoro, richiesti dalle donne.

m.lualdi

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