– La platea di Cortisonici premia con un plebiscito il corto più bello d’Italia: si intitola “Bellissima”, del regista campano che il 18 aprile sarà a Roma per ritirare il David di Donatello, l’Oscar del cinema Italiano. «Per l’occasione metterò sulla giacca la spilletta di Cortisonici», ha promesso lui sabato sera dal palco del cinema Nuovo, quando ha ricevuto la medaglia del Festival internazionale del cortometraggio Cortisonici.
Ad applaudirlo, e a votarlo, oltre seicento persone di ogni età, stipate nel cinema Nuovo occupando poltrone, gradinate e ogni centimetro di pavimento calpestabile. Un successo che si ripete per Cortisonici, kermesse partecipatissima, dall’aperitivo inaugurale alle nottate infernali, passando per l’omaggio ai fratelli Castiglioni, il Focus On Japan animation e decine di “effetti collaterali”. Un successo esaltante per gli organizzatori, che hanno raggiunto nuovi record nelle presenze e anche nei film candidati (oltre 800 quelli inviati alla segreteria). Segno di una Varese che sa proporsi come punto di incontro per il cinema emergente di tutto il mondo. Succede ogni anno, con Cortisonici e tanti giovani registi che arrivano anche fisicamente in città da mezza Europa o da oltre oceano, per guardare film, confrontarsi e, non meno importante, divertirsi. «Vedere un cinema così grande e così pieno per un Festival di corti è unico, meraviglioso e fa ben sperare per il futuro», ha detto il regista, nella giuria di esperti assieme al pianista , lo sceneggiatoree, responsabile dell’archivio della Cineteca Italiana, pure lui a Varese sabato sera per consegnare i premi ufficiali della giuria. Anzi il premio, vinto da “Dystopia” del giovanissimo regista coreano Bak Sunyong, per «la capacità di costruire una narrazione essenziale senza privare lo spettatore del piacere della suspense e per il valore di una metafora cupa ma efficace della condizione dell’uomo contemporaneo».
Menzione speciale per l’olandese Vonk «brillante, grottesco e ironico», come il videomessaggio di ringraziamento inviato dal regista e dal suo staff. Premio e menzione speciale assegnati anche dalla giuria giovani degli studenti del classico al corto bielorusso “The same blood”, e a “Domino Lady”, altro film coreano. Infine il premio Ronzinanti è andato a corto francese “Mamie, qu’est-ce que tu fais là?”, un cortometraggio in pieno Cortisonici style: «Divertente, folle, ironico e spiazzante. Sostenere questo corto significa sostenere lo spirito del nostro festival», hanno spiegato gli organizzatori che nell’anno delle elezioni di Varese l’hanno buttata in politica sin dall’inizio. Scegliendo ad esempio come testimonial una pin-up-candidata-sindaco-cinese ritratta su manifesti e santini elettorali del Festival. “Più cinema per tutti” lo slogan, ripreso dalle dichiarazioni a conclusione della manifestazione: «Ci auguriamo che la prossima amministrazione di Varese voglia ampliare la collaborazione con Cortisonici che è occasione di scambio, conoscenza e divertimento ormai tradizionale per la città».













