VARESE L’accusa è sorprendente se si pensa che la vittima è una donna di 92 anni, ospite della casa di riposo Molina: eppure un infermiere, licenziato proprio per quella ragione (è pendente ancora la causa di lavoro), è comparso ieri mattina in tribunale per difendersi dall’accusa di avere usato violenza contro l’anziana. Fatto avvenuto la notte del 16 luglio 2009: la mattina dopo venne trovata con la faccia impiastricciata di rossetto. Particolare non secondario: la signora è anche sordomuta.
Ebbene, ieri mattina in aula il collegio giudicante (presidente Anna Azzena), ha disposto che si accerti se la donna sia in grado di esprimersi, ed ha rinviato all’udienza del 20 dicembre: è probabile che venga incaricato un perito. L’inchiesta nasce dal dossier dell’amministrazione della casa di riposo sulla base del quale l’infermiere, di 40 anni, è stato licenziato. Lo difende l’avvocato varesino Maria Poggio: «Non è stato riconosciuto di persona dalla vittima. Si è solo agitata quando è entrato nella sua stanza, e sulla base di ciò è stato licenziato. Peraltro, non è stato accertato se veramente abbia subito violenza». Sostiene l’accusa il pm Massimo Baraldo.
e.marletta
© riproduzione riservata











