Giovani padani e anti-razzisti In piazza volano gli insulti

Giovani padani e anti-razzisti
In piazza volano gli insulti

VARESE Ieri in piazza Podestà c’era «Mettiti in giallo contro il razzismo», una manifestazione organizzata dal Coordinamento migrante di Varese. Ma, stesso posto stessa ora, era previsto anche un volantinaggio dei Giovani Padani. L’incontro-scontro si è svolto con qualche momento di tensione.

Ma andiamo con ordine. Intorno alle 15, sotto al Garibaldino, era stato allestito un banchetto e un tendone sotto al quale venivano proiettati alcuni elaborati realizzati dai bambini delle scuole contro il razzismo. In piazza c’erano una cinquantina di persone con la coccarda gialla. Non mancavano neppure i bonghi e le danze africane. Nel frattempo, nella sede della Lega Nord, c’era aria di fermento. Continuavano ad arrivare persone con le bandiere dei popoli autonomisti (come quello Basco).

Chi era in piazza guardava preoccupato verso il balcone della sede del Carroccio. Chi era su, volgeva gli occhi alla piazza.

Ecco, intorno alle 16, scendere i leghisti che, dietro a un cartellone con scritto «Popoli e bandiere, mai più schiavi di qualche banchiere» si sono messi a gridare: «secessione».

La cosa non è piaciuta ai migranti che, invece, inneggiavano alla fratellanza suonando i loro bonghi. Thierry Dieng, del Movimento Ubuntu, ha pensato di stemperare la tensione posando con i leghisti in una foto ma è stato subito ripreso dagli altri antirazzisti che gli hanno ricordato la Bossi-Fini e i provvedimenti contro i clandestini.

A quel punto, il clima già teso si è ulteriormente acceso per uno scambio di battute tra Angelo Zappoli di Sel e Emanuele Ambrosetti della Lega Nord. Ad infiammare gli animi il significato etimologico della parola secessione. «Secessione deriva da “se cedere” e significa togliersi da qualcosa, quindi è bene che vi togliate da qui» ha detto Zappoli. «Mi offende dicendo che non conosco il significato della parola secessione» ha risposto Ambrosetti.

I leghisti si sono poi cimentati in un volantinaggio, mentre i migranti hanno tentato di prendere le distanze da loro stendendo nella piazza un nastro giallo come divisorio.

Riportiamo le motivazioni che hanno portato le persone a scendere in piazza, siano esse «gialle» o «verdi».

«Abbiamo organizzato una manifestazione a favore dei popoli europei in vista della mobilitazione di Strasburgo. Noi difendiamo un’Europa dei popoli e non dei mercati. E siamo contrari al fatto di essere governati da un eurotecnocrate come Monti» ha detto Andrea Tomasini, coordinatore provinciale dei Giovani Padani.

«Mettiti in giallo contro il razzismo è una manifestazione nata a Varese nel 2009. Il nostro obiettivo è quella di farla diventare sempre più grande, ripetendola in più piazze italiane ogni 10 dicembre, giorno in cui fu approvata dall’Onu la dichiarazione dei diritti umani (accadeva nel 1948)» ha detto Alessandra Pessina di Uisp.

Adriana Morlacchi

e.marletta

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