VARESE «Visto che i sacrifici fanno parte della vita vediamo di fare in modo che anche la Chiesa faccia i suoi». In altre parole: se Ici deve essere, anche la Chiesa paghi. Lo chiede Attilio Fontana, sindaco di Varese e presidente di Anci Lombardia, scagliandosi al contempo contro lo scandalo degli immobili fantasma: «I dati a disposizione del ministero su quello che esiste al Sud sono allucinanti, non si può più transigere e nemmeno fare dell’ironia. Non siamo nella condizione di scherzare».All’Agenzia del territorio risultano infatti ben due milioni di case non denunciate ma individuate con foto aeree, per un
valore stimato in miliardi di euro, e le prime 13 province italiane su 101 sono al Sud con 703.150 fabbricati fantasma.Insomma, per Fontana vanno spazzate via tutte le irregolarità tollerate e le forme di privilegio fin qui garantite. Comprese quelle della Chiesa, quando non si tratti degli immobili di culto ma di proprietà che generano introiti. «Prendo atto che il cardinale Bagnasco ha detto che se ne può discutere – continua Fontana – i sacrifici necessari vanno fatti da tutte le parti. Speriamo che anche loro se ne rendano conto e che prendano decisioni concrete per rinunciare a qualcosa».
Non vuole attaccare in modo particolare la Chiesa, il sindaco varesino, ma chiede che in un momento come questo tutti ci mettano del loro con qualche sacrificio, «a prescindere da chi sia a doverlo fare». Il Vaticano infatti ha un patrimonio immobiliare stimato nel 20% di quello sul territorio nazionale, e già in parte paga le tasse quando l’immobile genera profitto. Ci sono però situazioni “di confine”, per così dire, che in questo contesto, secondo Fontana, vale la pena di rivedere.
Se quella dell’Ici al Vaticano non basterebbe a sanare i conti pubblici, sarebbe addirittura risolutiva quella di andare a tassare gli immobili fantasma. Sono tutti quelli visibilissimi, noti al ministero dell’Economia ma mai denunciati, che si snodano nella stragrande maggioranza da Roma in giù per una rendita stimata, se fossero regolarizzati, di tre miliardi di euro. «E chissà quanti ce ne sono in più se qualcuno andasse a cercarli», commenta il sindaco.
Dall’indagine condotta l’anno scorso dall’Agenzia del territorio infatti una case fantasma su tre si trova, nell’ordine, a Salerno, Roma, Cosenza, Napoli, Avellino, Lecce, Palermo, Catania, Bari, Vicenza, Reggio Calabria, Agrigento, Caserta, Potenza. La prima città del Nord, Vicenza, è solo al decimo posto, mentre a Roma gli immobili non pervenuti al catasto sono risultati il quadruplo rispetto a Milano.
«Su questo tema ci sarebbe davvero tantissimo da dire. Mentre a tutti vengono chiesti sacrifici e ai Comuni sono stati applicati tagli lineari senza tenere minimamente conto della virtuosità, ai proprietari di questi immobili non si può far pagare un centesimo perché neanche risultano esistere».
Intanto a Varese il Comune mette a disposizione dell’Agenzia del territorio tutti i dati in suo possesso: «Da noi se esiste il fenomeno è molto contenuto, ma mettiamo a completa disposizione le nostre informazioni su immobili e pagamenti delle bollette perché possano incrociare le ricerche».
j.bianchi
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