Busto Arsizio – Salma “abbandonata” al cimitero, il Comune promette di intervenire. «Ci siamo già attivati per risolvere la questione» promette il sindaco Gigi Farioli.
Si sbloccherà davvero la vicenda kafkiana della salma della signora Viviana Bassani, deceduta nel giugno del 2008 all’età di 81 anni e da allora conservata nelle celle frigorifere del cimitero principale di Busto Arsizio in attesa di una degna sepoltura per via di una pratica burocratica apparentemente infinita? Agesp Servizi lunedì ha dato una sorta di ultimatum di sette giorni al Comune per trovare una soluzione al caso, rimasto in stand-by da ben tre anni e mezzo, ossia da quando la magistratura ha archiviato l’esposto presentato da Flavio Forti, figlio della signora Bassani, che ipotizzava una responsabilità dei sanitari che prestarono le cure alla madre negli ultimi giorni di vita.
Cade letteralmente dalle nuvole il legale del signor Forti, l’avvocato Giulio Mattei Arpiselli, che nel 2008 aveva seguito l’azione giudiziaria volta a chiarire le cause del decesso della donna, e terminata con l’archiviazione in seguito all’autopsia. «A suo tempo avevo personalmente sollecitato la chiusura della procedura inoltrando al Comune il nuovo recapito e il numero del telefono cellulare del mio
assistito – spiega l’avvocato bustocco, che da tempo non è più in contatto con il signor Forti ma che ha riaperto il fascicolo dall’archivio per fare luce sulla vicenda – mi sembra strano che non siano riusciti a rintracciarlo in tutti questi anni. Provvederò a recuperare tutti i recapiti in mio possesso e a riconsegnarli all’ufficio cimiteri del Comune».
Nel frattempo Palazzo Gilardoni assicura che la vicenda è già sotto osservazione: «Abbiamo ricevuto la segnalazione in merito a questa situazione e già dalla scorsa settimana ci siamo attivati per risolvere il problema, nei tempi e nei modi che saranno opportuni» spiega il sindaco Gigi Farioli, che ha dato mandato agli uffici di venire a capo del caso, ritrovando il documento necessario per autorizzare la sepoltura. Il caso però continua ad essere decisamente intricato, se è vero che – ed è l’ultima scoperta di ieri, che aggiunge un ulteriore tocco di assurdità alla vicenda – nel database anagrafico del Comune di Busto Arsizio la signora Viviana Bassani non risulterebbe nemmeno deceduta, tanto che il certificato di morte non sarebbe mai stato emesso, forse per via della concitazione degli eventi.
Andrea Aliverti
p.rossetti
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