Busto Arsizio – La giustizia all’ex Calzaturificio Borri. È il giudice Adet Toni Novik a rilanciare una nuova idea per risolvere il futuro problema del supertribunale di Busto Arsizio, che con l’accorpamento delle sezioni distaccate di Gallarate, Saronno, Legnano e Rho, stabilito dal governo Monti nel decreto sulla spending review, «non avrà spazi a sufficienza» per ospitare i magistrati, il personale e gli incartamenti in più in
arrivo. Un progetto che darebbe un futuro allo storico edificio di viale Duca d’Aosta, acquisito da più di dieci anni dal Comune ma ancora oggetto di un concorso di idee, secondo una figura di spicco del mondo giudiziario bustese qual è il giudice Novik, attuale presidente della sezione penale del Tribunale di Busto Arsizio e tra i candidati alla successione del presidente del Tribunale Antonino Mazzeo.
«Parlo da operatore della giustizia, che riflette sulla riforma delle sedi giudiziarie – spiega il giudice – premettendo che, Ponte sullo Stretto docet, la riforma entri effettivamente in vigore, viste le forti resistenze e i pareri contrastanti sollevati in Parlamento». Ma ponendo il caso che il futuro governo tra un anno (la riforma entrerà in vigore il 13 settembre 2013, ndr) manterrà inalterato il progetto, a Busto si creerebbero «problemi irrisolvibili di spazi – secondo Novik – perché questo Tribunale può sostenere a malapena l’accorpamento delle sedi di Gallarate e Saronno, non certo Legnano e Rho. Servono spazi supplementari, come minimo un raddoppio degli attuali>
p.rossetti
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