VARESE Dipendenti dell’ospedale pronti a rinunciare allo snack notturno, all’acqua in bottiglia, al bicchiere di vetro e alle forchette pulite imbustate una ad una.Ma il pasto dimezzato no, e i sindacati promettono battaglia: «Se saremo costretti a perdere la battaglia ora, puntiamo a vincere la guerra a marzo, in sede di rinnovo del contratto con la ditta appaltatrice del servizio».La dieta imposta ai lavoratori dell’ospedale di Circolo è uno dei tanti effetti della spending review che in campo sanitario obbliga tutti gli enti a ridurre i contratti già in essere. Nei giorni scorsi Villa Tamagno ha dunque convocato le parti sociali per proporre le proprie ricette anti crisi che prevedono non solo il razionamento del cibo, ma anche una sforbiciata alle pulizie che sino ad oggi avvenivano tutti i giorni, ma dal prossimo mese avranno cadenza bisettimanale, almeno per quanto riguarda gli uffici. «L’azienda ci ha assicurato che nei reparti l’attività di pulizia non sarà toccata, dunque ci è sembrato un buon compromesso risparmiare sugli uffici per quanto riguarda questa voce del bilancio» spiega Nino Ventola della Cisl che ha tutto un altro tono quando si tratta di affrontare la questione pranzo. «La costituzione del pasto-mensa è un argomento su cui l’ospedale ha piena discrezionalità, quindi non è costretto
a trovare un accordo con le parti sociali», ammette il sindacalista. Niente margine di trattativa, e così a partire dal prossimo mese medici, infermieri, tecnici di laboratorio, ausiliari e ogni dipendente del Circolo che usufruisce del servizio mensa sarà costretto a scegliere tra primo o secondo. Cioè non potrà più avere entrambe le porzioni, come avviene ora, neppure se affamato o sborsando un piccolo extra. «In ogni caso a marzo scade il contratto, l’ospedale dovrà bandire una nuova gara d’appalto in cui chiederemo sia ripristinato il pasto completo in mensa e lo snack per la notte, perché non crediamo sia corretto aggravare i lavoratori già in crisi e non solo economica dato che già ora sono costretti a saltare troppi turni di riposo, a fare troppi straordinari e a rinunciare a ferie non godute», spiega Ventola che su questo punto attende la presentazione del nuovo piano di organizzazione «su cui la direzione del Circolo è già in ritardo», precisa.Altra questione riguarda il personale impiegato in sala operatoria cui sinora veniva garantita una sorta di colazione al sacco (panino e bibita) gratuita. «Si tratta di operatori che difficilmente hanno il tempo di recarsi in mensa, la proposta per loro è di arricchire la colazione, ma detrarne il costo in busta».
s.bartolini
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