L’investitore ha rifiutatoil prelievo del sangue

L’investitore ha rifiutatoil prelievo del sangue

VARESE «Io in ospedale non ho rifiutato un bel niente, mi è stato solo chiesto di sottopormi all’alcoltest, e l’ho fatto, non avendo nulla da nascondere. E infatti l’esito è stato negativo. Nessuno mi ha chiesto di fare nient’altro, tanto meno l’esame del sangue, e mi hanno dimesso a mezzanotte»: Giancarlo Trabucchi, l’avvocato di 46 anni che lunedì sera era alla guida del monovolume Mitsubishi Grandis piombato sui tre ragazzi imprigionati nelle lamiere della loro utilitaria, una Fiat Punto ferma e capovolta all’imbocco dell’autostrada, non ci sta a passare «per il mostro da sbattere in prima pagina». Eppure la sua posizione di indagato per omicidio colposo plurimo rischia di aggravarsi, e non di poco: perché la polizia stradale di Varese, delegata a svolgere le indagini sul tragico incidente nel quale hanno perso la vita Paolo Dal Fior, Andrea Minonzio e Luca Vilardi, adesso potrebbe contestargli anche la guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Un rilievo che nella circostanza potrebbe avere effetti pesanti, e che è diretta conseguenza del suo rifiuto di sottoporsi al prelievo ematico, disposto dal sostituto procuratore Massimo Politi. Un rifiuto che in effetti

è stato opposto, ma non all’ospedale di Gallarate, nell’immediatezza del fatto, dove, ancora sotto choc Trabucchi lunedì sera era stato portato per le cure del caso. Ma l’indomani mattina, alle 8,30, nella sua abitazione milanese: è qui che l’avvocato è stato raggiunto da un agente della Polstrada che gli ha chiesto se voleva sottoporsi al prelievo del sangue ordinato dal pm. «Ma quel poliziotto non aveva niente di scritto in mano, e poi io ero imbottito di antidolorifici, quale validità avrebbe potuto avere quell’esame?» si chiede stupito Trabucchi. Eppure, da legale, sa bene che il suo rifiuto fa scattare la denuncia per guida sotto l’effetto di stupefacenti. «Ma a me non è stato notificato nulla, e poi non è avvenuto nell’immediatezza del fatto» contesta. Ma vi è anche un altro aspetto poco chiaro in questa vicenda, e che non dipende dalla sua volontà: è la mancata notifica del provvedimento di sospensione della patente per esaurimento punti. «Risale al 2007» ammette lui. Per due anni, dunque, nessuno si è preoccupato di quella notifica. Tutte le notizie sulle quattro pagine speciali del giornale in edicola oggi, 30 luglio.

s.bartolini

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