In Italia decine le opere a rischio crollo,non solo Agrigento

In Italia decine le opere a rischio crollo,non solo Agrigento


Roma, 30 lug. (Apcom)
– In Italia ci sono strade, ponti,
gallerie, scuole, ospedali e addirittura un Palazzo di Giustizia,
quello in costruzione a Gela, ed un commissariato di Polizia,
quello di Castelvetrano in provincia di Trapani, costruite con il
‘cemento depotenziato’ stile ospedale di Agrigento. Decine di
opere a rischio crollo. Un business che gioca con le vite di
migliaia di persone e fa capo al crimine organizzato, che lucra e
realizza fondi neri per i propri affari risparmiando sul cemento
e sostituendolo con la sabbia.

Dopo il caso di Agrigento, nel dossier ‘Cemento disarmato. Storie
di un Paese a rischio crollo, tra sabbia e cemento’ Legambiente
ha raccolto in un documento l’elenco delle opere oggetto
d’inchiesta da parte delle Procure della Repubblica in giro per
l’Italia.

“Che il crimine organizzato abbia di fatto una specie di monopolio nel mercato del calcestruzzo è un dato incontrovertibile – spiega il vice presidente di Legambiente Sebastiano Venneri – Basti pensare a ciò che accade in provincia di Trapani dove lo Stato oggi detiene il 90% delle imprese di produzione di calcestruzzo sequestrate o confiscate a

esponenti della malavita, che fino a qualche settimana fa hanno fornito la materia prima per tutte le opere di quella zona. Secondo quanto emerge da un’indagine della Questura di Trapani – aggiunge – il quartier generale di Cosa Nostra sarebbe stato proprio nella sede della Calcestruzzi Mazara S.p.a, un’impresa della famiglia Agate, alleata del boss Matteo Messina Denaro”.

Tra le storie del dossier, oltre a quella di Trapani, sempre in
Sicilia, l’indagine della Dia di Messina che ha portato al
sequestro di due impianti di calcestruzzo del valore di circa 50
milioni di euro che fornivano una materia prima di qualità molto
scadente, come è emerso dalle intercettazioni tra i titolari
della ditta riportate nel dossier. Seguendo la pista mafiosa, la
Procura di Caltanissetta – che ha decapitato i vertici siciliani
della Calcestruzzi S.p.a – è arrivata fino in Veneto dove ha
posto sotto sequestro i lotti 9 e 14 della A31 Valdastico.

Analizzando i documenti sarebbero stati riscontrati significativi
scostamenti tra i dosaggi contrattuali di cemento e quelli
effettivamente impiegati. E’ della Dda di Campobasso, invece,
l’operazione con il nome ‘Piedi d’argilla’, che ha avuto come
oggetto i nove chilometri della variante Anas di Venafro sulla
Termoli San Vittore: 60 milioni di euro, inaugurata meno di un
anno fa e per la quale l’Anas è stata costretta a sostituire il
57% dei pali di calcestruzzo con una spesa aggiuntiva di oltre 2
milioni di euro.

Tra i casi più emblematici nel dossier di Legambiente anche
quelli in Calabria, come la galleria sulla Statale Ionica 106,
dove solo la prontezza degli operai nel fuggire, ha impedito che
si consumasse una strage. Il 3 dicembre del 2007, infatti è
crollata una galleria in costruzione in località Palizzi e le
indagini della Dda hanno chiarito in seguito che il calcestruzzo,
fornito dalle imprese legate alle cosche locali, non superava le
prove di resistenza. Sulla sponda tirrenica invece è a Tropea il
caso della scuola media realizzata con cemento di qualità
talmente scadente che l’ingegnere del Comune ne decreta
l’immediata demolizione dopo aver verificato che i valori di
resistenza del calcestruzzo in alcuni punti dei pilastri erano
inferiori alla metà di quelli richiesti per legge.

E in questa carrellata non manca la Campania, dove un’inchiesta
dei carabinieri della Dda di Napoli ha portato al sequestro di
un’impresa di produzione di calcestruzzo gestita dalla camorra.
“Questi casi siano solo la punta di un iceberg di un sistema che
per trent’anni ha prodotto manufatti e opere soprattutto
d’interesse pubblico sulle quali è necessario, a nostro avviso,
un’azione di monitoraggio e severo controllo. Per questo –
conclude Venneri – chiediamo al Ministro delle Infrastrutture di
avviare un piano straordinario che, partendo da ospedali e
scuole, effettui una ricognizione sulla qualità del costruito”.

Sav

MAZ

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