All’indomani della sconfitta con il Santhià, i tifosi del Varese si sono svegliati con un solo pensiero fisso nella testa: il nome dell’attaccante di spessore per dare incisività e concretezza alla squadra di . E questo è stato anche l’argomento principale del vertice societario andato in scena ieri, nella sede di via Manin, fra il presidente del Varese
, ancora amareggiato per lo 0-1 con il Santhià, e i suoi due uomini di mercato: l’amministratore delegato e il direttore sportivo . L’incontro è stato proficuo perché il patron, che a giugno aveva deciso di comprare l’83 per cento del club, ha fatto capire di essere disposto a un sacrificio economico pur di avere dal Sassuolo l’attaccante , vero grande sogno dei biancorossi.
La trattativa, per il momento, rimane complicata perché i 400 mila euro richiesti dal club emiliano per il prestito rimangono fuori dalla portata del Varese.
Ma Montemurro non molla e, anzi, rilancia puntando al prestito con diritto di riscatto: «Ancora una volta, il nostro presidente ha dimostrato di essere disposto a gettare il cuore oltre l’ostacolo nell’operazione Pavoletti su cui vogliamo investire e per questo abbiamo chiesto la possibilità di riscattarlo. I matrimoni si fanno in due e noi siamo pronti: abbiamo l’anello, il vestito e stiamo tendendo la mano in attesa del fatidico sì del Sassuolo. Proveremo a farcelo dire fino alla fine perché è questo l’attaccante che ci piace di più e che vogliamo davvero».
L’ostacolo maggiore è rappresentato proprio dalle cifre: Laurenza ha fatto capire di essere disposto a mettere mano al portafoglio ma per lui sono troppi 400 mila euro. E, soprattutto, il presidente non vuole spendere soldi inutilmente, come rimarca Montemurro: «Nicola punta a un’operazione che convenga e che possa dare vantaggi. Per questo abbiamo chiesto il prestito con diritto di riscatto: per poter eventualmente fare un ulteriore investimento alla fine della prossima stagione e far nostro Pavoletti».
Attaccante giovane – compirà 25 anni il prossimo 26 novembre – che anche per questo è molto corteggiato. La concorrenza, dunque, è molto forte e se le speranze del Varese di prendere il centravanti del Sassuolo naufragassero, bisognerebbe trovare l’alternativa giusta.
Il secondo nome sulla lista della dirigenza biancorossa è quello di , altra punta di spessore che ha alle spalle una carriera di tutto rispetto e vanta pure una presenza in nazionale.
Il possente calciatore, nato ad Asola – nel mantovano – il 20 gennaio del 1979, si è svincolato dopo una breve esperienza al Padova che ha fruttato 11 presenze e tre gol (il primo segnato al Varese, nella partita andata in scena all’Euganeo lunedì 8 aprile e finita 1-1). Arriverà?
«Per ora – risponde Bonazzoli – non c’è nessuna trattativa avviata ma solo un interessamento: se n’è solo parlato e nessuno mi ha ancora fatto delle proposte concrete né mi è stata mostrata una bozza di contratto». Ci sono probabilità di vederlo in biancorosso? «Rimango alla finestra – continua l’ex del Padova – come avevo fatto nell’estate scorsa, quando non avevo trovato la sistemazione ideale fino al 31 agosto e, all’inizio del campionato, ero rimasto senza squadra. Il Varese? Sarebbe un’ottima soluzione visto che è una piazza che nelle ultime stagioni ha quasi sempre sfiorato i playoff. E poi vi confesso che prendere il posto lasciato libero da è un grande stimolo».
Bonazzoli è possibilista e nel caso di un accordo promette il massimo: «Per ora mi sto allenando per conto mio e non posso di certo avere la condizione di chi ha iniziato la preparazione da venti giorni ed è in ritiro con la sua squadra. Ma se trovassi l’accordo con il Varese mi metterei sotto per raggiungere il livello dei miei compagni nel più breve tempo possibile».
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