«Mi hanno detto: vattene da Palermo. Gli ho risposto di andare al diavolo». , 69 anni, nota imprenditrice varesina, aggredita a Palermo è stata messa sotto scorta.
Paura? «No – spiega – Ho una scorta simpaticissima. Sono qui per fare al meglio il mio lavoro. Non mi sono mai lasciata intimorire. Quell’aggressione l’ho denunciata subito. È la sola cosa da fare».
Maimone è stata incaricata di organizzare il Festino di Santa Rosalia, del prossimo 14 luglio a Palermo, è stata aggredita e minacciata da due uomini, quattro giorni fa, vicino al suo albergo di corso Vittorio Emanuele. L’episodio è stato tenuto riservato dalla polizia per motivi investigativi, ma ora è trapelato.
Alla donna il Cosp, riunito d’urgenza il giorno dopo l’aggressione, ha assegnato una tutela. Maimone racconta: «Sono stata avvicinata da due persone che mi hanno detto di lasciare Palermo, poi mi hanno spinta e fatta cadere per terra».
L’imprenditrice ha vinto la gara bandita dal Comune di Palermo con la società Mymoon, la cui proposta è stata ritenuta migliore dalla commissione aggiudicatrice rispetto a quella della “Terzo Millennio” di , che ha annunciato ricorso. L’imprenditrice aveva già collaborato in passato con il Comune. Ad aggredirla, all’uscita dall’hotel dove alloggia, sarebbero stati due uomini, dopo averla chiamata per nome.
Maimone continua: «L’incontro fuori dall’albergo è stato casuale, nessuno sapeva che sarei uscita dal mio albergo per prendere un gelato a mezzanotte: non penso che i due uomini ben vestiti e uno con un Rolex addosso mi stessero aspettando».
E aggiunge: «Mi sono sentita chiamare per nome, mi sono avvicinata. Erano due uomini corpulenti e ben vestiti. Uno aveva i capelli castani brizzolati – spiega – L’uomo più alto mi ha detto che dovevo lasciare Palermo, che io con il Festino non c’entravo nulla. Il Festino doveva restare ai palermitani. Io gli ho risposto con una parolaccia e lui mi ha spinto per terra, e l’altro che non ha detto nulla, mi ha dato un calcio».
Quanto accaduto non cambia nulla:«Francamente credo che lasciarsi intimorire sia lo sbaglio più grande. Lo dico a tutti gli imprenditori varesini e non solo: non è la cosa migliore da fare. I problemi esistono ovunque: bisogna affrontarli e scegliere la legalità».
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