Combattere contro l’evasione. Un compito che da qualche anno non spetta più solo allo Stato, ma anche ai Comuni. Che, segnalando all’Agenzia delle Entrate casi di possibile evasione fiscale sui quali poi vengono fatti i controlli, contribuiscono a ridurre i furbetti.
In caso di effettiva evasione, e di recupero, il Comune, grazie alla sua segnalazione, ottiene dal Ministero circa il 30% della cifra recuperata. Insomma, in tempi di crisi della finanza locale, stare dalla parte della legalità conviene anche finanziariamente per ai Comuni in cerca di fondi.
Tuttavia, a Varese la cifra che l’amministrazione comunale riuscirà ad ottenere per il 2012 è piuttosto scarsa: cento euro. Questo significa che le segnalazioni del Comune, alla fine, hanno portato al recupero di poco più di trecento euro in tutto.
Un fatto sul quale interviene il consigliere comunale del Pd Luca Conte, chiedendo all’amministrazione come mai la cifra sia così ridotta.
«Soprattutto alla luce del fatto che, in altre città capoluogo della stessa Lombardia, si recuperano cifre nettamente maggiori – spiega Conte – ad esempio a Bergamo, per il 2012, il Comune otterrà 931.276,03 euro. A Cremona 70.424,61 euro. Fuori regione, in un comune come Padova, 122.805,62 euro». E la lista è lunga. A Lecco, ad esempio, 550 euro. In provincia di Varese, il capoluogo si trova in basso nella classifica, esattamente nella stessa posizione di Fagnano Olona e Vizzola Ticino, anche loro con cento euro di finanziamento per il recupero. Gallarate ne ottiene 950, Gorla Maggiore 365, Leggiuno 1.069,22, Saltrio 500, Somma Lombardo 1.807,37, Venegono Superiore 165. Insomma, Varese non esce bene.
E il Pd chiede quindi spiegazioni. «Bisogna capire per quale motivo Varese si trovi tra gli enti che hanno un importo così limitato – sottolinea Conte – soprattutto paragonandolo agli altri capoluoghi lombardi».
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