Uno sport per tutti, senza distinzioni, senza confini. È questo il sogno di Paola Grizzetti, coordinatrice con il marito Giuseppe Calabrese della Canottieri Gavirate, e cuore e cervello della sezione Pararowing, il canottaggio adattato per disabili.
Paola, una famiglia di atleti tutti medagliati e due figlie su tre già iniziate al remo, medaglia d’oro lei stessa ai mondiali di Canottaggio del 1993, ci spiega che il Pararowing come disciplina olimpica e il continuo aggiornamento dei suoi requisiti di gara, avvenuti in questi anni, hanno reso sempre più popolare questo sport che a Gavirate conta decine di iscritti.
«Il lago di Varese è una destinazione di eccellenza per il pararowing, riconosciuta a livello mondiale: è il lago migliore del mondo, non ci sono traghetti, c’è poco vento, il clima è invidiabile. Alleniamo gli atleti su più distanze, e con il nostro centro supportiamo tecnicamente tutte le esigenze: siamo partiti dieci anni fa con il primo progetto per disabili e nel 2008 a Pechino, alla prima olimpiade Adaptive, le nostre squadre si sono tutte qualificate portando a casa anche una medaglia d’oro. Per venire a remare qui ora fanno a gara da tutto il mondo».
A Gavirate i disabili si allenano insieme ai normodotati, senza differenze di genere e di età.
Le disabilità sono le più diverse, fisiche ed intellettive, ma le imbarcazioni sono le medesime che usano i normodotati, solo che grazie alla competenza di Paola e Giuseppe sono adattate con accorgimenti che tengano conto dello svantaggio puntando alla sicurezza dell’atleta.
«Il valore educativo e sociale è altissimo: c’è chi è disabile a seguito di un incidente e si cimenta con la possibilità di riemergere, c’è chi non è mai stato sportivo, ma sperimenta da adulto la bellezza della sfida con se stesso. Per un disabile avere un obiettivo, essere coinvolto in un gruppo, è una opportunità unica, molto diversa dall’essere parcheggiati in un centro disabili. Qui è come se avessero una seconda famiglia».
Gli atleti che arrivano all’agonismo hanno anche la possibilità di partecipare ai raduni e alle gare fuori dall’ambito provinciale: regionali e interregionali, con destinazioni in tutta Italia, Lombardia ma anche Sabaudia, Circeo e Sud Italia.
Negli obiettivi di Paola c’è il progetto di avvicinamento al Pararowing per giovanissimi.
«Grazie al Gruppo Insubrico dei club Rotary e a stiamo lavorando a un progetto a lungo termine nel quale crediamo molto: vogliamo allargare la base, offrire questa opportunità ad un numero ancora maggiore di ragazzi nella fascia di età dai 13 ai 19 anni. Avremo a disposizione nuove imbarcazioni, macchine da palestra, seggiolini specifici e attrezzature Adaptive. Abbiamo condiviso in pieno l’obiettivo che ci è stato chiesto dai Rotary: di non ghettizzare i disabili, ma contribuire alla loro piena integrazione. È proprio la nostra filosofia».
Il secondo progetto è la realizzazione del primo campo di allenamento per paesi emergenti per dare la possibilità di remare anche a chi proviene da paesi svantaggiati, per questo la Canottieri collabora con l’Istituto Australiano per lo Sport che fornisce ospitalità.
«I primi ad arrivare sono stati un ragazzo africano dello Zambia e un polinesiano dell’isola Vanuatu, che hanno remato insieme ai nostri ragazzi sul lago di Varese: un’esperienza splendida».
Se i contributi sono importanti, il sostegno delle istituzioni lo è ancora di più; dice Paola: «Abbiamo bisogno di essere rappresentati nelle sedi internazionali, per poter crescere di livello e dare maggiori opportunità ai nostri ragazzi».
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