Provincia: vale 100 milioni Ma la votano in pochi

Provincia: vale 100 milioni 
Ma la votano in pochi

Elezioni provinciali, oggi si vota, dalle 8 alle 20. Ma non scomodatevi a cercare la tessera elettorale finita in chissà quale cassetto, perché a depositare la scheda elettorale nell’urna, nel seggio unico istituito a Villa Recalcati, saranno solo in 1.782, sindaci e consiglieri comunali dei 139 Comuni della provincia di Varese, “grandi elettori” del primo esperimento con l’elezione di secondo livello per il “nuovo” ente delineato dalla legge Delrio, la cosiddetta “svuota-province”.

Per ora ha svuotato Villa Recalcati non delle competenze, ma di certo del voto a suffragio universale, quello che nel 2008 consegnò la presidenza a , ancora commissario straordinario per 24 ore. Ma da domani mattina – lo spoglio inizia alle 8 e sarà piuttosto rapido – conosceremo il volto del suo successore, che sarà di sicuro un sindaco in carica.

Quello di Cantello, proposto dall’inedita alleanza tra centrosinistra e Ncd, oppure quella di Gavirate , fresca di plebiscito nella sua città a maggio e indicata dal centrodestra che si fonda soprattutto sull’asse Lega-Forza Italia.

Accanto a questo duello ci sarà, con la possibilità di voto disgiunto, la corsa per eleggere i 16 membri del Consiglio provinciale, che verranno distribuiti con metodo proporzionale tra le quattro liste in corsa: “Civici e democratici-La Provincia che cambia” (alias centrosinistra), “Insieme per una Provincia civica” (Ncd e indipendenti), “Liberi per la Provincia” (Forza Italia e altre forze di centrodestra) e Lega Nord-Padania. La complicazione in questo caso è legata al voto ponderato, che prevede un “peso” differente per ogni voto a seconda delle dimensioni del Comune che l’elettore di secondo livello rappresenta: dai 250 punti delle quattro grandi città ai 15 punti degli enti con meno di tremila abitanti.

Ad affiancarsi al presidente e al Consiglio ci sarà poi l’assemblea dei sindaci, il terzo pilastro nel nuovo assetto della Provincia, deputata ad approvare lo Statuto e il bilancio, in cui la maggioranza relativa è appannaggio della coalizione di centrodestra.

Elezioni a parte, i cittadini si chiedono cosa cambierà veramente da domani, per un ente che al di là di tutto “mobilita” un bilancio da 106 milioni di euro (è il dato del preventivo 2014) e che prevede investimenti tra i dieci e gli undici milioni di euro all’anno nei prossimi due anni.

Cambierà ben poco, in realtà, a parte gli “inquilini” del palazzo. Edilizia scolastica, gestione delle strade provinciali, tutela ambientale, trasporto pubblico, pianificazione del territorio: sono e continueranno ad essere le principali competenze in carico alla Provincia.

Anche il personale, 511 dipendenti che “cubano” poco meno di un quarto delle uscite complessive, per ora sembra destinato a non muoversi, almeno in gran parte.

Si dirà, si risparmierà sui costi della politica.

Vero, anche se solo in parte, e non solo perché l’unico stipendio rimasto era quello di Dario Galli: nel dl Madia sulla pubblica amministrazione è spuntata una postilla che spiega che «restano a carico della Provincia gli oneri connessi con le attività in materia di status degli amministratori, relativi ai permessi retribuiti, agli oneri previdenziali, assistenziali e assicurativi di cui al testo unico».

Insomma, i nuovi inquilini avranno già lo stipendio da amministratori locali ma potranno usufruire di rimborsi spese.

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