La Costituzione italiana parla chiaro: le famiglie, a partire da quelle numerose, debbono essere sostenute; lo dice l’articolo 31. «Ma questo non trova riscontro nei fatti»: è Papa Francesco a parlare sferzando i politici perché in Italia si fa poco e da anni il tasso di natalità è sempre più basso. E allora «auspico una maggiore attenzione – è l’appello di Francesco – della politica e degli amministratori pubblici, a ogni livello, al fine di dare il sostegno previsto alle famiglie».Il Papa, nel giorno in cui la Chiesa celebra la Sacra Famiglia, ha parlato di questi temi all’Angelus, l’ultimo del 2014, ma soprattutto all’udienza con le famiglie numerose. Nuclei extralarge con quattro, cinque, dieci e anche più figli, naturali, adottati o in affido, radunati nell’associazione che celebra quest’anno il decennale. L’Aula Paolo VI brulica di bambini e ragazzi di ogni età con i loro genitori. Nelle brevi testimonianze parlano di una vita in cui tutto è all’insegna del low cost, dalle vacanze all’abbigliamento. Ma è una vita piena, segnata dall’allegria. Il Papa comincia
subito con una battuta rivolta ai piccoli: «A che ora vi siete alzati oggi? Alle 6? Alle 5? E non avete sonno? Ma io con questo discorso vi farò dormire!».E invece il saluto del Papa è tutto un inno alla famiglia, quella «larga», come la chiama Francesco, dove ci sono anche i nonni e «le generazioni si incontrano e si aiutano». E «in un mondo segnato dall’egoismo – prosegue – la famiglia numerosa è una scuola di solidarietà e condivisione». Ma la sensazione delle famiglie è di essere lasciate sole.«Giustamente voi ricordate – ha commentato Papa Francesco – che la Costituzione italiana, all’articolo 31, chiede un particolare riguardo per le famiglie numerose; ma questo non trova adeguato riscontro nei fatti». E invece «ogni famiglia è cellula della società, ma la famiglia numerosa è una cellula più ricca, più vitale, e lo Stato ha tutto l’interesse a investire su di essa».Salutando le famiglie numerose Bergoglio si è poi congedato dicendo: «Continuate a pregare per me. Io sono un po’ il nonno di tutti voi».













