Un incendio partito dai garage della nave ha trasformato il traghetto Norman Atlantic in servizio tra la Grecia e l’Italia in un inferno di fuoco e fumo: dopo 18 ore è stata recuperata una vittima, mentre a bordo ieri in tarda serata restavano ancora oltre 150 passeggeri dei 478 partiti da Patrasso. Domate le fiamme, le operazioni di soccorso sono proseguite per tutta la notte grazie agli elicotteri con visione notturna coordinati dalla nave San Giorgio della Marina militare italiana.L’incubo è iniziato alle 4,30 di ieri mattina a una ventina di miglia dalle coste dell’Albania: il traghetto, di proprietà della società armatrice Visemar di navigazione, era partito da Patrasso e, dopo una sosta ad Igoumenitsa, era atteso ad Ancona alle 17. La Norman Atlantic era stata noleggiata dalla compagnia greca Anek Lines per sostituire la nave Ellenic Spirit, attualmente in manutenzione: il contratto sarebbe scaduto a metà gennaio. Cosa abbia scatenato le fiamme saranno le inchieste a chiarirlo; forse un corto circuito, forse un problema a uno dei 128 camion nel garage, alcuni carichi d’olio. Secondo alcuni camionisti il traghetto era sovraccarico e la «parte alta dei mezzi pesanti faceva attrito con il soffitto del garage, può essere che una scintilla sia partita da lì». E sarà sempre l’inchiesta a chiarire se vi siano state delle carenze alle porte taglia-fuoco: un’ispezione effettuata 10 giorni fa dall’organizzazione internazionale «Paris Mou» aveva evidenziato un «malfunzionamento» proprio delle strutture che devono impedire alle fiamme di propagarsi. Ma l’armatore della nave, Carlo Visentini, smentisce: «Il problema c’era ma è stato subito risolto. Il traghetto era pienamente funzionante».Fatto sta che l’incendio si è propagato molto velocemente raggiungendo i ponti superiori. Il traghetto è diventato immediatamente ingovernabile e il comandante ha dichiarato l’abbandono nave. Nonostante questo da bordo sono riusciti a calare una sola scialuppa, con cui sono state messe in salvo una quarantina di persone. L’equipaggio sarebbe anche riuscito a contenere il fuoco al ponte 5, ma le altissime temperature e soprattutto il fumo denso rischiano di trasformare il traghetto in una bara d’acciaio per centinaia di persone.Il premier
Matteo Renzi, rientrato a Palazzo Chigi, ha sentito due volte il primo ministro greco Samaras e ha ricevuto il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni. «Stiamo seguendo la vicenda – ha twittato – con il massimo coinvolgimento della nostra Marina».Sul traghetto c’erano 478 persone, di cui 422 passeggeri e 56 membri dell’equipaggio. Di questi 44 sono italiani – tra cui il comandante Argilio Giacomazzi – 54 turchi, 22 albanesi, 18 tedeschi. E poi ancora francesi, svizzeri, russi, bulgari, siriani, afghani e soprattutto greci, che sono quasi la metà di quelli che si trovano sul traghetto. E greca è l’unica vittima al momento accertata: si tratta di Georghios Doulis, un uomo che è morto mentre cercava di raggiungere una scialuppa di salvataggio. Il suo corpo è stato già recuperato e trasferito con una motovedetta a Brindisi dove sono stati portati anche i quattro feriti più gravi, due che erano a bordo della nave, un aerosoccorritore della Marina e un militare delle Capitanerie di Porto.A rendere ancora più difficili i soccorsi, coordinati dall’Italia, anche le condizioni meteo proibitive. Per tutta la mattina il mare forza 7-8 ha alzato onde di oltre cinque metri, rendendo impossibile qualsiasi manovra di avvicinamento alla nave in fiamme. Secondo alcuni testimoni inoltre il traghetto sarebbe già inclinato e dunque sarebbe ancora più difficile riuscire a mettere in mare i mezzi di soccorso. Nel pomeriggio le condizioni sono leggermente migliorate ma il vento di 35-40 nodi e la visibilità scarsa ha costretto i soccorritori a operare solo con gli elicotteri. I velivoli della Marina, dell’Aeronautica e della Guardia Costiera italiana, per tutto il giorno hanno così fatto la spola tra il traghetto e le navi presenti in zona: quelle italiane, quelle greche e albanesi. L’arrivo del buio ha costretto a un ulteriore rallentamento delle operazioni anche se nel tardo pomeriggio uno dei rimorchiatori partiti da Brindisi, dopo ore di tentativi andati a vuoto, è finalmente riuscito ad agganciare il traghetto: mettendo la prua al vento sarà più facile stabilizzarlo e spingere il fumo verso poppa, in modo da rendere più rapido il trasbordo.













