«Un anno di ritardi in treno Ci ho fatto un calendario»

Quasi 2.415 minuti persi in attesa: una varesina li ha fotografati tutti. Gaia Daverio ha cominciato per gioco. Poi è diventato una missione

– Un anno di ritardi su Trenord: 2.415 minuti di attesa, pari a un giorno e mezzo di vita perso tra i binari. Una pendolare fotografa tutti i ritardi sui tabelloni della linea Laveno-Varese-Milano e smaschera le inefficenze del servizio ferroviario regionale.
Il risultato è un capolavoro che farà saltare sulle seggiole dei treni le “Trenord Victims” quotidianamente alle prese con i ritardi negli orari di punta. pendolare varesina sulla linea delle Ferrovie Nord Laveno-Varese-Milano, ha iniziato quasi per gioco ad appuntarsi i ritardi dei treni.

«Era il primo giorno lavorativo dopo le vacanze natalizie – racconta – arrivata in stazione con il morale già a terra per la sveglia, la prima cosa che vedo è il cartellone al binario che indica che il treno passerà con dieci minuti di ritardo. Subito penso: “siamo alle solite”. Ma lì scatta l’idea: dieci minuti oggi, cinque domani, quanti minuti di ritardo farà il treno in un anno intero?».
Così decide di passare all’azione: «Da quel giorno mi sarei appuntata tutti i ritardi subiti dai treni che sono costretta a prendere cinque giorni alla settimana per praticamente tutto l’anno – aggiunge Gaia – Così ho cominciato a fotografare, ogni giorno, il cartellone che riporta il ritardo, convinta che mi sarei stufata dopo poco tempo. Invece un anno è passato, le foto le ho fatte quasi sempre e quello che ne è uscito è un vero e proprio calendario».
Settimana per settimana e giorno per giorno, nella casellina del calendario vengono riportati i ritardi accumulati tra andata e ritorno dalla metropoli. Il risultato di un anno di “lavoro” ha lasciato senza parole per prima la stessa Gaia: «In un anno ho aspettato sui binari duemila e 415 minuti, che vuol dire circa 40 ore, nonché più di un giorno e mezzo. Un giorno e mezzo. Penso non ci sia nient’altro da aggiungere».

Una specie di straordinario non pagato, per i pendolari varesini. Ma è stata la beffa dell’aumento dei prezzi dei biglietti e degli abbonamenti, scattato ieri su decisione di Regione Lombardia, la molla che ha spinto Gaia Daverio a diffondere il suo “calendario degli orrori” dei pendolari, per condividerlo nella speranza di farsi da portavoce dei disagi che vive chi percorre la linea Laveno-Milano tutti i santi giorni. Sfogliandolo, si scopre che il mese “nero” del 2014 è stato novembre, con 290 minuti di ritardi, pari a quasi un’ora persa alla settimana. A seguire febbraio, con 265 minuti, poi ottobre con 245 minuti e gennaio con 240.
Tolto agosto che per Gaia è stato in gran parte dedicato alle ferie, il mese con meno ritardi è stato aprile: 121 minuti. Spetta a marzo la palma del mese con il maggior numero di giorni (cinque) di puntualità assoluta dei convogli.
D’altra parte proprio qualche giorno fa il governatore lombardo e l’ad di Trenord hanno lanciato il “piano puntualità”, ammettendo, parole di Maroni, «il peggioramento complessivo delle performance durante il 2014».