Autopsia sul corpo della contessa Pullè La procura acquisisce gli ultimi scritti

Sarà affidato nelle prossime ore l’incarico per l’autopsia sul corpo della contessa Maria Luisa Cotti Pullè, trovata senza vita nella sua villa di via Sanvito intorno alle 11 dell’altro ieri. Per gli inquirenti non ci sono dubbi: la contessa si

– La villa era sprangata dall’interno; tanto che i soccorritori, per entrare, hanno dovuto segare le sbarre di una delle finestre della casa. Nessun segno di scasso. Nella casa regnava l’ordine assoluto, niente indica che lì vi sia stata una colluttazione o un tentativo di furto o rapina. La contessa è stata trovata nel sottotetto; impiccata con un lungo cavo elettrico.

La scientifica della polizia di Stato ha comunque eseguito tutti i rilievi del caso ma la procura, per il momento, non ha aperto alcuna indagine particolare. È a tutti gli effetti un suicidio. Nella villa sono stati trovati alcuni scritti lasciati dalla suicida, trovati accanto ad articoli di giornale molto recenti. Gli scritti sono stati prelevati dagli inquirenti e allegati agli atti: atti che il pubblico ministero esaminerà in queste ore.
Il contenuto dei documenti rimane top secret; la contessa, stando a indiscrezioni, avrebbe lamentato di essere stata in qualche modo depauperata di parte del suo patrimonio.
Ma non esistono denunce di alcun genere presentate dalla nobildonna di 75 anni, da tempo ritiratasi a vita privata, dopo aver dato vita alla fondazione Labus-Pullè, che per alcuni anni ha dato vita a diversi eventi culturali e benefici sul nostro territorio. Difficile che l’autorità giudiziaria da quei documenti riesca a creare i presupposti per un’indagine relativa a un eventuale truffa ai danni dell’anziana, ma gli inquirenti sono ancora al lavoro.

La fondazione, ormai in liquidazione da anni, ha cessato da tempo la propria attività di promozione culturale. Negli stessi scritti la contessa avrebbe anche tratteggiato le ragioni che l’hanno spinta al gesto estremo; la morto risalirebbe alla notte tra venerdì e sabato.

La scoperta “ritardata” è dovuta al fatto che la nobildonna vivesse sola e ritirata. Altro elemento che cristallizza l’ipotesi del suicidio è il ritrovamento delle volontà della settantacinquenne che avrebbe lasciato la villa di via Sanvito a due eredi designati da lei in modo olografo.
Il suicidio sembrerebbe il gesto di una donna profondamente delusa, macerata dalla convinzione di essere stata tradita da un grande affetto.
L’autopsia dovrebbe essere eseguita entro venerdì prossimo. La salma sarà quindi dissequestrata e potranno essere celebrate le esequie della contessa rimasta tra l’altro senza familiari.
Nelle prossime ore si deciderà il seguito della vicenda: per ora non ci sono ulteriori indagini in corso.