Bullismo, piaga di Varese L’Asl fa la mappa dei disagi

Quattromila questionari saranno compilati online in forma anonima per comprendere, capire e contrastare il fenomeno dilagante

– L’Asl di Varese parte con un progetto di mappatura dei nostri studenti attraverso l’invio di quattromila questionari anonimi online, destinati ad altrettanti ragazzi, con l’obiettivo di conoscerne i comportamenti e le abitudini, al fine di prevenire la dilagante piaga del bullismo e del cyberbullismo.

Inoltre, utilizzando Facebook, attraverso la pagina “Ho partorito un nativo digitale”, genitori, insegnanti e operatori sociali potranno scambiarsi informazioni, opinioni e approfondimenti rispetto al tema del digitale, nell’educazione di bambini, preadolescenti ed adolescenti.
Le iniziative sono emerse durante il seminario “La violenza tra coetanei: conoscerla per combatterla”. Seminario promosso da Soroptimist International Club Sezione di Varese, in collaborazione con “Amico Fragile” Onlus, service di Soroptimist, ideato per assistere in modo completo le vittime di violenza, con la partecipazione di istituzioni scolastiche e Asl. Nella Sala Montanari, gremita da giovanissimi sensibili a un problema che li tocca così da vicino, psicologi, medici e docenti, uniti dalla volontà di informare, supportare, e proteggere i ragazzi, hanno trasferito agli studenti la loro esperienza professionale e di vita rispetto ad un fenomeno che cresce di giorno in giorno.
Fondamentale è il ruolo attribuito all’uso della tecnologia, così pervasivo e capace di trasformare un fenomeno localizzabile come il bullismo, in un altro difficilmente gestibile e confinabile, quello del cyberbullismo, dove l’utilizzo dei social network consente di divulgare ed amplificare enormemente le azioni violente, dove il carnefice può colpire la sua vittima pensando di rimanere nell’anonimato, dove il controllo dei genitori diviene impossibile.
Gli studenti hanno potuto comprendere la portata del danno psicologico che possono sia subire che procurare, anche solo attraverso la superficialità che porta all’indifferenza ed al silenzio di fronte a un’azione violenta. Un danno che segna lo sviluppo della personalità e della crescita della vittima, se non la conduce al suicidio prima.
Informazione e prevenzione sono state le due parole chiave che hanno guidato lo svolgersi del seminario, fortemente voluto per promuovere tra i giovani la cultura del rispetto e della non violenza.