– Corvo tra le corsie del Circolo: il processo arriva al capolinea. A carico dell’imputato, giovane chirurgo del reparto di Cardiochirurgia dell’ospedale varesino, resta in piedi soltanto l’accusa di aver violato le normative sulla privacy. La vicenda è complessa e vede due protagonisti contrapposti: Mariscalco e il collega , anche lui chirurgo nel medesimo reparto. Lo scenario entro il quale la vicenda si inquadra mostra un reparto ad altissimo tasso di competitività tra medici. Competitività che, stando agli atti dell’inchiesta, avrebbe portato a comportamenti quanto meno discutibili. Al centro della vicenda c’è la morte nel novembre 2010 di
un’anziana paziente sottoposta a due interventi nel reparto di Cardiochirurgia. I familiari si vedono recapitare due lettere anonime, con tanto di cartelle cliniche allegate, nelle quali il Corvo asserisce che la loro congiunta non è morta in seguito a un decorso della patologia che l’affliggeva ma in seguito a un errore di Mantovani stesso. Nella lettera si dice chiaramente che Mantovani, con quell’errore, ha ucciso la paziente. «In quelle lettere è evidente l’intento di spingere a familiari a denunciare l’accaduto – ha detto ieri, che rappresenta proprio i congiunti della paziente deceduta – In quelle lettere si dice: fermatelo».













