Stefania Cipolat, eletta nel 2006 presidente della circoscrizione 5 per Forza Italia, voterà per Davide Galimberti alle primarie del Pd, che si svolgeranno il 13 dicembre. La sua preferenza non è un segreto.
L’altro giorno si è recata al gazebo di Galimberti, in piazza Monte Grappa, e si è fatta fotografare con il candidato del Partito democratico, dietro una cornice con scritto “Io ci metto la faccia”. Più chiaro di così…
Ma perché questa scelta? «Alle primarie del Pd voterò per Galimberti. Poi (alle amministrative, ndr) voterò quello che riterrò, quando ci saranno idee chiare e proposte che riguardano la parte che ho seguito (Forza Italia, ndr)» spiega, che giustifica così il sostegno a Galimberti: «Eravamo compagni di scuola alle elementari De Amicis di Valle Olona. Siamo vicini dal punto di vista lavorativo. È una persona di grande spessore. Gli darò il mio appoggio in tutti i modi possibili». E ancora: «Io non ho la tessera di nessun partito, seguo la mia voglia di indipendenza – continua Cipolat – Ascolto il cuore, non sono schierata da nessuna parte. Detto questo, non voterò il Pd alle amministrative, sarò coerente con quello che è sempre stato
il mio pensiero». Il sostegno della Cipolat, forzista su cui il partito ha puntato molto nel passato affidandole la presidenza della circoscrizione a soli 25 anni, non ha stupito per nulla Galimberti, che commenta: «Siamo uniti da un’amicizia ultra trentennale. Il nostro è un rapporto di pura e semplice stima personale». L’esempio di Stefania Cipolat, però, è la chiara dimostrazione di come le primarie possano essere “viziate” dal voto di elettori non di centrosinistra; persone che il 13 dicembre potranno dire la loro al pari delle persone che da sempre si sentono vicine al partito democratico. Il dubbio è che persone di altri partiti possano influenzare il risultato delle primarie, imponendo agli elettori del centrosinistra una scelta che non riflettere le loro preferenze.
Ma secondo Galimberti questo problema non si pone: «Mi sembra difficile ipotizzare truppe cammellate che scendono in campo per influire sul risultato delle primarie, e comunque mi auguro che ciò non accada – dice – Penso che la partecipazione sarà vera. Dico questo perché si respira una grandissima voglia di partecipazione e di cambiamento. Poi magari qualcuno parteciperà alle primarie senza essere un elettore di centro sinistra, ma non so quali partiti possano portare centinaia di persone alle primarie per influire sulla scelta del candidato sindaco».E ancora: «Mi sembra difficile, anche perché esistono meccanismi di salvaguardia e di tutela. Per esempio: il registro dove verranno segnate le persone che voteranno alle primarie, che andrà a costituire il registro degli elettori. Quel registro servirà anche per avere un riscontro tra i votanti e le schede che si trovano nelle diverse urne». La raccolta firme di Galimberti sta avendo successo. «Già a metà pomeriggio della domenica eravamo quasi a 250 firme. In più altre persone sottoscriveranno». Entro il 12 novembre, infatti, gli aspiranti sindaci del Pd dovranno raccogliere almeno 250 firme tra i cittadini per convalidare la propria candidatura. Dopodiché dovranno versare, come contributo per le primarie, 500 euro a testa. Soldi che serviranno a coprire le spese dell’organizzazione del voto, cui andranno anche i contributi degli elettori, ovvero due euro a testa.













