Ronde, si può partireMa Varese è senza volontari

Ronde, si può partireMa Varese è senza volontari

VARESE Il ministro dell’Interno Roberto Maroni firmerà in settimana il decreto attuativo per le ronde e «dall’8 agosto si parte». È lui stesso ad annunciarlo in una intervista al quotidiano della Lega Nord, la Padania. Da lunedì, quindi, i primi gruppi di vigilanti potranno aggirasi per la città?Le cose, nei fatti, sembrerebbero non stare proprio così. Infatti le ronde non potranno partire subito: occorrerà un lungo iter burocratico prima che i gruppi istituzionalizzati possano percorrere le vie della città vigilando sulla sicurezza dei varesini. Ci saranno «regole precise e anche molto severe», specifica Maroni. Sarà, infatti il primo cittadino a decidere se e dove si faranno. Il sindaco Attilio Fontana fa sapere che «per ora non c’è ancora nulla in programma. Nessuno si è fatto avanti come volontario ma se ci saranno richieste si procederà con la formalizzazione dei gruppi davanti al prefetto».Dopodiché si avvierà tutta una procedura di garanzia: le associazioni di cittadini dovranno essere, infatti, iscritte in un apposito elenco tenuto dal prefetto. Non dovranno assolutamente essere armate e dovranno sottoporsi a un periodo, non meglio specificato, di formazione e a controlli molto accurati. Con le nuove regole, inoltre, non sarà consentito dare vita a ronde politicizzate. Nulla si è ancora saputo, invece, sul futuro delle convenzioni che l’amministrazione ha fatto con le associazioni varesine che svolgono già sul territorio

servizi paragonabili a quelli delle ronde. I City Angels, gli Angeli Urbani, i Ranges e le Gev avevano firmato due mesi fa un protocollo(in base alla legge regionale 4 del 2003) con la polizia locale che li legittimava a svolgere funzioni di ausilio a quelle di vigilanza già praticate dalle autorità. Saranno ancora legali dopo la regolamentazione delle ronde? Oppure dovranno obbligatoriamente iscriversi al registro? Poco importa alle associazioni varesine. Hanno già deciso che non vogliono fare le ronde. Gli Angeli Urbani si dissociano, almeno finché dubbi e perplessità non saranno chiariti. «Il nostro scopo non è vigilare sul territorio – spiega Walter Piazza degli Angeli Urbani – ma aiutare le persone disagiate. Non siamo legittimati, se non occasionalmente e per estrema necessità, ad agire in situazioni di pericolo, ma soprattutto non andiamo a cercarle». Questo il punto saliente della questione. «Non si può mandare in giro la gente a caccia di banditi. Non è una cosa da prendere sotto gamba – continua Piazza – Non basta un corso, ci vuole esperienza. Non ci si improvvisa poliziotti. Girare per la città di notte può essere pericoloso, si rischia di rompere degli equilibri e magari di intralciare il lavoro delle forze dell’ordine. In alcune realtà poi bisogna entrare in punta di piedi, se non si ha esperienza le ronde rischiano di essere controproducenti».Valentina Fumagalli

e.marletta

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