Dal prof al cameriere. Con Davide

Verso il voto - Galimberti svela gli otto nomi della sua lista civica. Tra figure storiche e compagni di scuola

– La lista civica di Davide Galimberti getta la maschera e si rivela composta da personaggi noti a Varese, e radicati nel territorio. Alla conferenza stampa è stato presentato anche il disegno vincitore del concorso per il logo lanciato qualche settimana fa da Galimberti.
A sorpresa, tra le proposte, ne è arrivata anche una dal famoso artista che ha disegnato per il candidato sindaco uno schizzo che compone la scritta Varese con dentro la parola “fare”. All’unanimità è stato designato il vincitore del concorso a cui hanno partecipato molte persone che hanno inviato le loro proposte. Non sarà il simbolo che comparirà sulla scheda elettorale, ma la “bandiera” del gruppo, che contraddistinguerà il movimento civico che sosterrà Galimberti.

«Voglio costruire una lista che guardi al futuro con uno sguardo su cosa è stata Varese nel passato – ha dichiarato Galimberti – ovvero una città conosciuta in tutto il mondo per la laboriosità e creatività dei suoi cittadini, per lo sport, l’ambiente, la bellezza. Negli ultimi anni invece siamo stati riconosciuti solo per essere la città della Lega, la culla ancestrale di ogni sogno leghista. Questa etichetta oggi deve essere cancellata, visti i risultati amministrativi. Le mie parole d’ordine saranno: porte aperte per confrontarci e lavorare insieme, il comune è la casa di tutti. Per questi motivi credo che nella lista che voglio costruire occorra la presenza anche di quelle persone che oggi non credono alla politica, ma che hanno il senso della città, della cosa comune».
Il primo degli otto candidati presentati ieri sera è , notaio e uomo di cultura noto a Varese. Poi c’è , che lavora da vent’anni al Molina, stando quindi vicina a quella parte di cittadini che hanno bisogno di cure.
E non manca chi ha incontrato Galimberti sui banchi di scuola: come che oggi lavora per un’importante realtà aeronautica ma nel cuore ha la città e la natura di Varese. Il primo incontro con Galimberti risale al Liceo Classico.

La più giovane candidata è, nata e cresciuta a Varese e laureanda in Scienze e Tecnologie Agrarie all’università Statale di Milano: «Viaggiando mi sono fatta l’idea che Varese soffra di un immobilismo e una marginalità da troppo tempo» dichiara.
E c’è anche un esperto di Islam: , dottore di ricerca in discipline canonistiche ed ecclesiasticistiche e avvocato, è professore a contratto di Diritti religiosi e mediazione comunitaria e familiare e di Diritto comparato delle religioni nell’Università degli Studi dell’Insubria. Si occupa, fra l’altro, di associazionismo musulmano e ha pubblicato di recente il libro “Islam e integrazione in Italia”. Il suo nome mostra la sua provenienza: fa parte della celebre famiglia di commercianti. è stata presidente di un’associazione femminile, la Fidapa, membro della Federazione Internazionale Business Professional Women, fondata nel 1919 in America. Rappresenta quindi la più pura espressione dell’impegno femminile in politica. Poi , membro del Lions Club Varese Host. E quindi , 41 anni, storico cameriere al Ristorante Bologna di Varese. Lui, che ha visto per decenni i varesini passare dai suoi tavoli e conosce bene quel che pensano, dice come «l’impegno politico di Davide per Varese è un sogno che si avvera. la gente deve tornare a sorridere».