– Un impianto di climatizzazione per la sala d’attesa del day hospital oncologico dell’ospedale di Circolo.
Una donazione «per contribuire a rendere più umana e meno faticosa la malattia», operata dall’associazione Rocco Magnoli, nel nome dell’architetto varesino che nel suo lavoro per il mondo, come nella sua malattia, seppe dimostrare grande personalità e voglia di vivere.
Il day hospital oncologico del Circolo in questo momento ha in cura ottomila pazienti tra follow-up e chemioterapie. Con un accesso di circa 300 pazienti al giorno, costretti a transitare da una sala d’attesa accogliente e luminosa, capace però di trasformarsi nella bella stagione in un forno irrespirabile.
I pazienti lo denunciano da anni, e i risultati messi in campo sinora (dai ventilatori alle pale sul soffitto, passando per deumidificatori e piccoli condizionatori portatili) non sono riusciti a risolvere efficacemente il problema. Fino a oggi, con l’intervento interamente finanziato e progettato dall’associazione Rocco Magnoli. Si tratta di costruire un impianto di climatizzazione autonomo, basato su due sistemi che lavorano in parallelo in modo da garantire il servizio anche in caso di guasto a uno dei due.
«La creazione dell’impianto avverrà nei fine settimana, in modo da non interferire con l’attività del reparto, garantendone la piena operatività ha spiegato l’ingegnere progettista– e sarà operativo entro l’inizio dell’estate».
«Il disagio di questa sala d’attesa in estate, è grande per i nostri pazienti – ha raccontato la dottoressa che dirigi il day hospital oncologico del Circolo – mi fa piacere venga risolto, e nel nome di un paziente che amo ricordare proprio per la sua allegria e disponibilità, nonostante i dolori della sua malattia».
Con il suo studio milanese Spatium, arrivò a progettare e a realizzare importanti palazzi, negozi e show room per Versace e Ferrè, a Milano come a New York, mentre a Varese restaurò palazzo Biumi in piazza del Garibaldino e il Centro di spiritualità delle Romite ambrosiane del Sacro Monte. Nel mondo arabo restaurò la Moschea di Abu Dhabi (soffiando l’appalto a
firme del calibro di) e realizzò la glass house per la moglie dell’emiro del Qatar che «per ringraziarlo, gli donò un terreno per realizzare la chiesa di Nostra signora del Rosario a Doha, una delle pochissime chiese cattoliche della zona», racconta la moglie , presidente dell’associazione nata nel 2010, a tre anni dalla morte dell’architetto per mieloma multiplo, avvenuta nel 2007.
Scopo dell’associazione è prendere esempio dall’architetto Magnoli per «umanizzare» le malattie oncologiche, puntando «all’equilibrio fisico e mentale dei pazienti».
«Vogliamo far sentire i pazienti persone normali, insegnando loro a convivere con la malattia e a recuperare l’autostima, con supporto psicologico ma anche con cure estetiche utili a correggere alterazioni legate alla patologia stessa», ha spiegato il segretario Vittorio Meschini. E attraverso la donazione di questo impianto di climatizzazione (per una spesa di 18mila euro), di cui beneficeranno ogni giorno 300 pazienti.













