Sono circa 10.000 i noleggi di auto elettriche e-vai (Gruppo Ferrovie Nord) a Malpensa con un unico point, attivo dal 26 luglio 2011. Mentre Varese con 12 postazioni aperte soltanto un anno dopo, il 24 luglio del 2012, registra circa 4.500 noleggi. In proporzione, è molto più dinamico il solo punto e- vai di car sharing a Saronno, attivo dal 18 marzo 2014, che ha già fatto registrare 3.500 noleggi. È la dimostrazione di una città più dinamica come può essere Saronno, più vicina a Milano che respira abitudini differenti ed è maggiormente predisposta alle novità. La provincia è un passo indietro.
Il car sharing aperto quattro anni e mezzo fa a Malpensa ha avuto una media di 2.500 noleggi all’anno, ma se allora sembrava un qualcosa di assolutamente strano, quasi stupefacente, ora trovare un’auto elettrica ad attendere fuori dal piano stazione del terminal 1 appare quasi un atto dovuto. Mentalità e consuetudini sono in movimento, cambiano e si adeguano a costumi che stanno entrando a far parte della vita quotidiana di tutti. Non siamo a Milano, è vero, dove è normalissimo, ad ogni angolo di via, vedere parcheggiata un’auto in condivisione (elettrica o no che sia), ma intanto sono otto i Comuni della provincia di Varese, a cui va aggiunto il capoluogo, che hanno scelto di avere sul proprio territorio delle postazioni di car sharing. Oltre, appunto, a Varese e a Malpensa, si tratta di: Cairate, Gallarate, Laveno Mombello, Maccagno, Saronno, Ternate, Tradate, Travedona Monate. Anche piccoli Comuni, dunque, come Maccagno con i suoi 2000 o poco più abitanti o Travedona Monate, quasi 4000 residenti hanno scelto e-vai. La filosofia del car sharing starebbe prendendo piede , piano piano, anche in provincia, ma ci vorrà ancora tempo. Saranno i turisti a fare da apripista mostrando gradimento per l’iniziativa, se arrivano da queste parti senza un mezzo proprio. Oppure saranno i giovani ad affezionarsi sempre di più al car sharing.
Se, infatti, si spendono circa 15 euro per usare per tre ore un’auto elettrica, non c’è quota di iscrizione da pagare né costi di acquisto del mezzo e spese di servizio (assicurazione, bollo, carburante, manutenzione) che si avrebbero con un mezzo di proprietà. E per ragazzi abituati a viaggiare in treno o pullman per spostarsi nei confini della provincia, avere a disposizione un mezzo da usare al bisogno, tagliando tutti gli altri costi, potrebbe risultare vantaggioso da un punto di vista economico, oltre che rispettoso dell’ambiente. Più “green” e al passo coi tempi, insomma, tanto più che la procedura di noleggio è interamente online, senza il rilascio di alcun badge e le auto si aprono con un semplice sms. C’è il limite della percorribilità, non superiore ai 120 chilometri per un’auto elettrica, ma nei Comuni convenzionati si ha libero accesso a corsie preferenziali e ZTL e si può parcheggiare gratuitamente sulle strisce blu e gialle. Mica male, a conti fatti.













