Argenziano davanti ai giudici: «Sono innocente: io l’amavo»

Il processo - L’uomo accusato di avere ucciso la moglie ha chiesto di essere scarcerato

Alessandro Argenziano davanti ai giudici del Tribunale del Riesame: «sono innocente. Amavo Stefania, non l’ho uccisa». Argenziano, 40 anni di Varese, è stato arrestato lo scorso 26 gennaio con l’accusa di aver ucciso, esattamente un anno prima, la moglie Stefania Amalfi, 28 anni, sposata tre mesi prima. Secondo il pubblico ministero Sabrina Ditaranto che ha coordinato l’inchiesta condotta dagli agenti della squadra Mobile della Questura di Varese, l’uomo ha stordito la consorte facendole assumere medicinali che, sommati all’insufficienza respiratoria della consorte, l’avrebbero resa incapace di qualunque reazione. Non solo

fisica, ma anche mentale. Quindi l’avrebbe soffocata. Il movente sarebbe di natura economica: Argenziano per gli inquirenti avrebbe ucciso per incassare la polizza da 30 mila euro sulla vita della moglie che lo vedeva quale unico beneficiario. Argenziano, presente all’udienza con la quale ha chiesto di essere scarcerato e rimesso in libertà ha ribadito la sua innocenza sottolineando che fu lui a chiamare i soccorsi quando si rese conto che la moglie era immobile a letto accanto a lui. I giudici si sono riservati: oggi dovrebbe arrivare la decisione.