Rincari al centro di via Tasso, famiglie in rivolta: "Faremo lo sciopero della retta"

Rincari al centro di via Tasso, famiglie in rivolta: "Faremo lo sciopero della retta"

Busto Arsizio Non bastassero luce, gas e generi alimentari, aumenta anche la retta del centro polifunzionale di via Tasso: chi ha un parente ospitato nel ricovero per anziani ha trovato, allegata all’ultima retta, una lettera che annuncia un rincaro del corrispettivo mensile della degenza pari al 3,2 per cento. «In tempi di crisi, questo significa dare un’ulteriore batosta alle famiglie, in più a fronte di un servizio rimasto tale quale a prima» tuonano i parenti degli ospiti che stanno valutando l’eventualità di forme di protesta eclatanti, vedi lo sciopero delle rette.

La Nuova assistenza (la cooperativa novarese che gestisce il centro) fa però sapere che i rincari riguardano tutti, ente gestore compreso: «Anzi – afferma il presidente Massimo Pramaggiore – l’aumento applicato, che poi è quello indicato dall’Istat, in teoria non sarebbe sufficiente, ma abbiamo voluto limitare al massimo i rincari sugli utenti». Una spiegazione che, a chi si ritroverà a sborsare ogni mese fino a 70 euro in più, non basta assolutamente: «Paghiamo già 2200 euro al mese per un letto in una stanza da quattro, esclusi servizi come lavanderia e parrucchiere – lamenta un utente – è già dura così, ora ci chiedono 70 euro al mese in più. E l’anno scorso c’era stato un ulteriore rincaro del 2 per cento». Insomma, non è proprio questo il momento di andare a gravare ulteriormente su bilanci familiari già risicati. «In più il servizio non ci soddisfa» prosegue il fronte protestatario, che anche in passato aveva puntato il dito contro la gestione di Nuova assistenza.

Che fare, insomma? «Speriamo che la cooperativa faccia un passo indietro, altrimenti siamo pronti a valutare tutte le strategie necessarie». Compreso, appunto, lo sciopero delle rette. Non si scompone però il presidente Pramaggiore: «A luglio è stato rinnovato il contratto nazionale del personale, con un aumento del 12,3 per cento – spiega – a questo vanno aggiunti i rincari ben noti su acqua, luce e derrate alimentari: ci siamo limitati ad applicare l’incremento indicato dall’Istat, era necessario farlo.

Sciopero delle rette? Non conosco questo tipo di sciopero». A mettere pace tra i due litiganti proverà il neo assessore ai Servizi sociali Mario Crepi (Fi), al quale i parenti vogliono chiedere un incontro: «Da parte nostra c’è la massima disponibilità a incontrare gli utenti per vedere il da farsi – afferma l’assessore – va detto, però, che l’inflazione indicata dall’Istat quest’anno è effettivamente superiore al 3 per cento». Un dato amaro con cui bisogna fare i conti.Laura Campiglio

f.artina

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