– «Il Pgt è da rifare. E noi lo rifaremo in 12 mesi». Davide Galimberti, candidato sindaco del centrosinistra, ha sempre messo in discussione, proprio come gli ordini professionali, il documento urbanistico elaborato ed approvato sotto la giunta Fontana. E nella conferenza stampa di ieri, dove ha presentato la terza delle priorità della sua nuova giunta, se eletto, ha mostrato ai presenti la delibera per fare un nuovo Pgt, nell’arco di un anno. «Da noi è sempre arrivata una chiara bocciatura del Pgt attuale – ha spiegato Galimberti – dopo due
anni dall’entrata in vigore del documento della giunta Fontana, il settore è completamente bloccato. Non solo. La città pubblica, ovvero tutti quegli interventi nei quartieri, indispensabili per migliorare la vivibilità del territorio, non si sta costruendo». E quindi il nuovo Pgt, studiato da Galimberti, si articolerà su due filoni fondamentali: «Il tema del riutilizzo delle aree dismesse e della rigenerazione urbana degli edifici in generale. Mentre il secondo aspetto sarà quello di portare a Varese nuove opportunità di lavoro e di impresa, e su questo l’urbanistica deve avere un ruolo fondamentale».
Sui temi Galimberti dà certezze: «Non ci metteremo 7 anni, come ha fatto la Lega. A luglio di quest’anno la delibera sarà approvata, quindi, da quando diventerà effettiva, faremo il nuovo Pgt in 12 mesi. A luglio 2017 la città avrà un nuovo documento urbanistico». E se i tempi non venissero rispettati, qualcuno non resterà al suo posto. «Il criterio che abbiamo introdotto, quello della responsabilità degli amministratori, verrà applicato. Chi avrà responsabilità, dovrà pagare». Inoltre, verrà realizzato «dagli uffici comunali. Abbiamo funzionari competenti, che vanno coinvolti. Non lo affideremo all’esterno, spendendo tra gli ottocentomila euro e un milione di euro, come ha fatto l’amministrazione uscente. E ci sarà anche il coinvolgimento degli ordini professionali». Fondamentale, nel nuovo strumento, sarà l’assetto delle stazioni. «Quell’area dev’essere centrale nella nuova città, anche in vista della realizzazione dell’Arcisate-Stabio. Oltre ad essere funzionale, è di fatto il biglietto da visita della città». Le garanzie del nuovo strumento saranno «la riduzione dei costi per la città e per il Comune, tempi certi di realizzazione e uno strumento con diverse interpretazioni». La perequazione, sulla quale il Pgt della giunta Fontana è incentrato, verrà fortemente cambiata. «Era un principio valido nel 2005, oggi il mondo è cambiato. Certo, se ci si impiega 7 anni a fare un Pgt e poi non lo si aggiorna, questo è il problema». Quindi, sugli edifici storici «esistono già norme che li tutelano, esterne al Pgt. Non serve inserire vincoli che hanno l’unico effetto di gravare sulle tasche dei cittadini». Tra le aree che vanno recuperate, ci sono tutte quelle zone lasciate andare verso il degrado negli ultimi anni. «Occorre anzitutto restituire, mediante uno ragionato programma di riqualificazione, alla cittadinanza spazi che da troppi anni risultano preclusi o inutilizzabili creando dei veri e propri vuoti urbani (si pensi, solo per fare uno degli innumerevoli esempi all’ex macello e alle aree della Valle Olona)» si legge nel testo.













